In una vicenda che ha attirato l’attenzione della giustizia, un imprenditore edile di 53 anni si trova al centro di gravi accuse per aver maltrattato la propria compagna. Il caso, che verrà portato davanti ai giudici del Terzo collegio il prossimo 17 aprile, ha visto l’uomo minacciare la donna in modi estremamente severi, inclusa la minaccia di lasciarla morire di fame.
Il processo, che si svolgerà a seguito della decisione del giudice Margherita Amodeo, vede l’imputato accusato di aver esercitato violenze psicologiche e fisiche nei confronti della compagna. Secondo quanto riportato nella denuncia, l’uomo, probabilmente sotto la pressione di problemi economici legati alla sua attività, avrebbe manifestato un comportamento ostile nei confronti della donna, la quale ha espresso il desiderio di porre fine alla relazione.
La situazione di tensione ha avuto inizio con un episodio violento, durante il quale l’imputato avrebbe colpito con un pugno la porta. A questo gesto sono seguite minacce sempre più gravi, tra cui quella di togliere alla compagna le loro figlie e frasi minacciose come “Ti faccio morire di fame” e “Senza corpo non c’è reato”, insinuando l’intenzione di farla sparire. La denuncia include anche l’accusa di aver minacciato di uccidere i due cani della famiglia, di aver aggredito fisicamente la donna mettendole le mani al collo e di averle sbattuto la testa contro il muro.
La vittima, rappresentata dall’avvocato Emma Contarini, ha deciso di costituirsi parte civile nel processo. La sua testimonianza descrive un quadro di violenza e sopraffazione che ha portato a prendere la decisione di separarsi dall’imputato, nonostante le minacce e le aggressioni subite.