Perugia, l’ex amante lo spia e gli brucia l’auto

L'imprenditore e la segretaria avevano condiviso un legame affettivo che, una volta interrotto, non è stato accettato dalla donna

In un contesto di relazioni interpersonali complesse, una segretaria 56enne si trova al centro di un’indagine giudiziaria che ha scosso la comunità di Perugia. Le accuse mosse nei suoi confronti sono gravi e delineano un quadro preoccupante di ossessione e vendetta che ha avuto serie ripercussioni sulla vita di un imprenditore, un tempo suo amante.

La storia ha radici in una relazione sentimentale finita male. L’imprenditore e la segretaria avevano condiviso un legame affettivo che, una volta interrotto, non è stato accettato dalla donna. La Procura di Perugia, attraverso le parole del pubblico ministero, descrive una sequenza di eventi che hanno portato la donna a compiere gesti estremi. Dalle minacce e molestie, che hanno causato all’uomo uno stato di ansia e paura costanti, alle azioni dirette contro di lui, il quadro che emerge è quello di un’escalation di violenza psicologica e fisica.

Tra gli atti di vendetta più evidenti, si segnala il danneggiamento di due veicoli di proprietà dell’imprenditore. In un primo episodio, la segretaria ha preso di mira un’Audi Q7, colpendola con un mattone, e successivamente ha appiccato il fuoco alla carrozzeria di una BMW, provocando un incendio. Un altro gesto simbolico, ma non meno invasivo, ha visto l’imputata imbrattare con vernice una delle auto dell’uomo, lasciandovi scritto un messaggio provocatorio: “rispondimi”.

Ma l’azione della segretaria non si è limitata a danni materiali. Tra ottobre 2022 e marzo 2023, l’imputata ha installato un’applicazione sullo smartphone dell’imprenditore per monitorarne contatti e spostamenti, un’intrusione grave nella sua privacy. Inoltre, ha effettuato numerose chiamate mute all’utenza della moglie dell’uomo, aggiungendo un ulteriore strato di stress e paura alla loro vita quotidiana. Le minacce dell’imputata erano chiare: non avrebbe smesso di perseguitarlo finché non avesse ottenuto dei vantaggi non specificati.

Di fronte a queste accuse, la segretaria ha optato per un processo con rito abbreviato, chiedendo l’escussione di alcuni testimoni. Questa scelta processuale potrebbe influenzare l’esito del giudizio, condizionato dalle prove e dalle testimonianze che verranno presentate. Curiosamente, l’imprenditore non ha preso parte attiva nel processo come parte civile, una decisione che potrebbe riflettere il desiderio di voltare pagina su un capitolo buio della sua vita.

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