Legambiente contro l’Alta Velocità Medio-Etruria: “Troppo consumo del suolo per poca gente”

Conferenza stampa degli ambientalisti contro la realizzazione della stazione: "L’accesso dei territori alla dorsale Alta Velocità può essere realizzato più efficacemente attraverso il potenziamento delle stazioni esistenti"

Legambiente ha sollevato gravi preoccupazioni riguardo all’ipotesi progettuale di Rete Ferroviaria Italiana (RFI) di costruire una nuova stazione Alta Velocità a Creti-Farneta, situata nella Val di Chiana aretina, seguendo il modello delle stazioni di Reggio Emilia e Afragola. L’organizzazione ambientalista ha messo il semaforo rosso su questo progetto, sottolineando i costi ingenti e l’impattto ambientale negativo associato.

La proposta di costruire una stazione AV a Creti, secondo gli ambientalisti significherebbe una spesa di circa 100 milioni di euro, 15 anni di lavori e il consumo di oltre 20 ettari di suolo, corrispondenti a 28 campi da calcio. Questo, proseguono “verrebbe fatto a vantaggio di un’utenza potenziale costituita da meno di un milione di persone, provenienti dai capoluoghi di provincia di Arezzo, Siena e Perugia. La zona interessata dal progetto è attualmente raggiungibile solo in auto attraverso la Siena/Bettolle/Perugia (SS 715), una strada che presenta già una delle più alte densità di incidenti stradali nella regione”.

Legambiente enfatizza la discrepanza tra le esigenze delle popolazioni locali, che richiedono il potenziamento del trasporto ferroviario regionale, e il piano industriale di Rete Ferroviaria Italiana (RFI), che dedica solo il 10% degli investimenti al trasporto regionale, destinando il restante 90% all’alta velocità.

“La nostra non è un’opposizione pregiudiziale contro l’utilizzo della dorsale alta velocità nel nostro Paese – dicono –  Comprendiamo, infatti, molto bene il valore strategico della connessione delle province di Arezzo, Siena e Perugia al Corridoio Scandinavo-Mediterraneo della rete ferroviaria europea TEN-T, ma il luogo ipotizzato per la stazione in linea è incoerente con questo obiettivo: Creti non consentirebbe il necessario interscambio ferro su ferro, richiesto anche dal regolamento UE 1315/2013, oltre a servire un bacino d’utenza potenziale assai ridotto e legato all’uso di mezzi privati e inquinanti. L’accesso dei territori alla dorsale Alta Velocità può essere realizzato più efficacemente – e con notevole riduzione dei tempi e dei costi – attraverso il potenziamento delle stazioni esistenti, Arezzo e Chiusi, che sono già state adeguate allo scopo e che, con la nuova opera, rischiano di veder scomparire le poche corse AV oggi disponibili”, dichiarano i vertici di Legambiente Toscana e Legambiente Umbria e Gabriele Nanni, dell’ufficio scientifico nazionale di Legambiente.

 

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