La giovane di 21 anni, vittima della violenza sessuale di gruppo avvenuta la scorsa estate presso la piscina comunale di Ponte San Giovanni, ha denunciato alla polizia un tentativo di estorsione. Questo nuovo sviluppo getta luce su una storia già di per sé drammatica, rivelando un ulteriore strato di intimidazione e minacce che la vittima ha dovuto affrontare.
Secondo il suo legale, Ruggero Benvenuto, la vittima ha ricevuto minacce indirette su Instagram poco dopo l’arresto di un uomo di 25 anni coinvolto nell’aggressione. “È stata sostanzialmente accerchiata da messaggi che la incitavano a ritirare la denuncia“, ha detto Benvenuto, descrivendo la situazione come un chiaro tentativo di estorsione. Questi messaggi rappresentano non solo un attacco alla sua sicurezza personale, ma anche un vile tentativo di soffocare la giustizia.
La giovane, sentita dalla polizia su richiesta del pubblico ministero che coordina le indagini, ha fornito un racconto degli eventi molto diverso da quello presentato dall’indagato durante l’interrogatorio di garanzia. Questa discrepanza nelle versioni dei fatti evidenzia la complessità del caso e la necessità di un’indagine approfondita per arrivare alla verità.
Il nucleo del caso riguarda l’aggressione sessuale di gruppo e le lesioni aggravate subite dalla giovane. L’uomo di 25 anni, attualmente in custodia, è accusato di aver approfittato dello stato confusionale della ragazza, dovuto all’assunzione di alcolici, per abusare di lei insieme ad altri soggetti ancora non identificati. L’incidente, avvenuto nella notte del 19 luglio, ha portato la vittima a chiedere aiuto alle forze dell’ordine, riferendo di essere stata aggredita da più persone. Le indagini hanno portato all’individuazione del presunto autore del reato, anche grazie alla comparazione dei profili genetici sui reperti sequestrati e sui campioni acquisiti, oltre che alle dichiarazioni della giovane.