Un trentunenne è stato condannato dal giudice per le indagini preliminari di Perugia a un anno e mezzo di reclusione, dopo essere stato processato per maltrattamenti in famiglia e lesioni aggravate nei confronti della sua ex fidanzata. In aggiunta, l’uomo dovrà corrispondere immediatamente alla vittima 10 mila euro come risarcimento provvisionale.
La Procura aveva originariamente richiesto una pena di due anni e due mesi, ma il giudice ha ridotto la condanna. Inoltre, è stata revocata l’ordinanza di allontanamento che era stata imposta nel luglio 2023, nonostante i “gravi indizi di colpevolezza” identificati dal giudice, compreso l’aver colpito la compagna con calci indossando scarpe antinfortunistiche. Tra gli episodi violenti registrati, c’è anche un caso in cui la culla della loro bambina era stata lanciata contro la donna.
Secondo la documentazione processuale, l’uomo “maltrattava la convivente con reiterate offese e violenze, sia verbali che fisiche”. Le indagini hanno rivelato una serie di episodi di abusi, iniziati nel 2017, alimentati da estrema gelosia. In un episodio datato aprile 2022, durante un litigio, aveva scagliato la culla della loro figlia contro la donna, causandole lesioni al piede.
Gli ultimi fatti risalgono al 22 giugno 2023, quando, a seguito di un litigio per motivi futili, l’uomo ha iniziato un’aggressione fisica, sferrando ripetuti calci violenti, che hanno causato lesioni gravi alla vittima, guaribili in trenta giorni. Un verbale della questura descrive i calci come “inflitti con scarpe antinfortunistiche”. La stessa sera, non vedendo rientrare la compagna a casa, l’uomo l’ha minacciata al telefono, dicendo che si sarebbe tagliato le vene di fronte alla figlia minore di quattro anni se non fosse tornata.