Una donna di 38 anni, di origini rumene e residente a Roma, è stata condannata per estorsione nei confronti di un anziano di 93 anni. La vicenda, che ha avuto luogo a Ferro di Cavallo, risale a quando l’uomo, allora 82enne, aveva offerto un passaggio alla giovane, all’epoca 27enne, scoprendo poi che si prostituiva e iniziando una relazione con lei, pagando ogni incontro 50 euro.
Secondo le accuse, l’imputata avrebbe estorto denaro all’anziano attraverso minacce di divulgare dettagli privati e penosi della loro relazione. L’avvocato Giacomo Manduca, difensore dell’imputata, ha sostenuto la sua cliente che avrebbe preteso il denaro sostenendo di essere incinta e di aver bisogno di fondi per un aborto. L’anziano, rappresentato dall’avvocato Pietro Gigliotti, ha ceduto alle richieste, pagando tra i 500 e i 600 euro per interrompere la presunta gravidanza.
Tuttavia, dopo aver ripreso la frequentazione, l’uomo ha versato un’ulteriore somma, sempre per una gravidanza asserita dalla donna. In totale, tra aprile 2014 e ottobre 2015, l’uomo ha consegnato circa 1.800 euro all’imputata. La situazione è giunta a una svolta quando, con l’aiuto di un amico medico, l’uomo ha scoperto che la donna non era mai stata incinta e non si era mai sottoposta all’interruzione di gravidanza.
Il collegio giudicante ha condannato la donna a 6 anni di reclusione, oltre al pagamento di 20mila euro di risarcimento alla vittima. Le sono state negate eventuali attenuanti e le è stata imposta l’interdizione perpetua dai pubblici uffici, oltre all’interdizione legale fino al termine della pena.