La Corte d’Appello ha emesso una sentenza nel caso di un uomo accusato di aver toccato il seno di una donna in un parco, stabilendo che l’atto costituisca molestia e non violenza sessuale. La decisione è stata presa in base alla natura e al contesto dell’incidente, risultando in una condanna di un anno e dieci mesi per l’imputato.
Secondo i giudici della Corte d’Appello, “la condotta dell’imputato che cerchi di toccare il seno della vittima senza mai realizzare effettivi palpeggiamenti, pur essendo ‘appiccicato’ al corpo della donna, configura il delitto di molestie e non la fattispecie più grave di tentata violenza sessuale”. Questo giudizio si basa sull’analisi delle azioni dell’uomo, che aveva avvicinato la vittima in un parco e aveva tentato di toccarle il seno.
La sentenza si concentra sulla natura dell’atto e sull’assenza di una condotta violenta e aggressiva nei confronti della libertà sessuale della donna. L’uomo, “non aveva posto in essere una condotta violenta e aggressiva della libertà sessuale della donna in quanto, pur trovandosi attaccato alla persona offesa, come da questa dichiarato, non aveva cercato di toccarla con fare invasivo anche in altre zone erogene malgrado ne avesse avuto la concreta possibilità”.