Tenta di incassare rimborso Irpef con una delega falsa: condannato

L'uomo è stato condannato dal Giudice ad un anno e quattro mesi di reclusione. Inutile il tentativo di difesa sostenenendo che i documenti fosse un falso grossolano

Poste

Un uomo è stato condannato a un anno e quattro mesi di reclusione dopo un tentativo fallito di truffa in un ufficio postale. Il tentativo di frode, basato sull’uso di documenti falsi per incassare un rimborso Irpef, è stato brillantemente sventato dall’acume di una dipendente delle Poste.

L’accusato si è presentato nell’ufficio postale con l’intento di riscuotere un rimborso Irpef emesso dall’Agenzia delle Entrate a nome di un’altra persona. Per supportare la sua richiesta, ha fornito una delega per la riscossione e documenti di identità, sia personali che del presunto delegante. Tuttavia, la dipendente delle Poste ha subito notato qualcosa di sospetto nella documentazione presentata, nonostante la sua quasi perfetta manifattura.

Prima di procedere con l’operazione, l’impiegata ha allertato il direttore dell’ufficio e le forze dell’ordine, evitando così la consumazione della truffa. La difesa dell’uomo ha tentato di sminuire la gravità del reato, sostenendo che i documenti fossero un “falso grossolano” e che la dipendente delle Poste avesse riconosciuto la frode solo grazie alla sua esperienza professionale. Questo, secondo la difesa, non sarebbe stato riconoscibile da un “osservatore medio”.

I giudici hanno però respinto questa tesi, affermando che la capacità di riconoscere falsificazioni da parte di un professionista nel settore non equivale a quella dell’osservatore medio. Pertanto, non si può parlare di “falso grossolano”. Di conseguenza, l’uomo è stato condannato per tentata truffa e falso materiale, con il riconoscimento delle aggravanti.

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