Sono fuori dal carcere i due egiziani accusati di duplice tentato omicidio per l’accoltellamento avvenuto alla pizzeria Cainone di San Feliciano. Il fermo era stato disposto dal pubblico ministero Franco Bettini, la decisione della scarcerazione è stata presa ieri dal gip Elisabetta Massini, con questa motivazione: “Il fermo non può essere confermato. A distanza di 9 giorni dai fatti e a sei della remissione in libertà di uno dei due, la persona scarcerata non si è allontanata e non è stato individuato nessun elemento concreto che possa far pensare al pericolo di fuga, ricondotto solo alla condizione di straniero non radicato sul territorio”.
Massini non ha ravvisato neanche particolari “gravi indizi di colpevolezza”. Che sarebbero costituiti esclusivamente dalle dichiarazioni rese dalle persone offese. Non ci sono riscontri oggettivi nei sequestri operati; le dichiarazioni devono essere valutate con molta cautela per evidenti e gravi motivi di astio che le persone offese nutrivano nei confronti della donna arrestata e dei suoi due amici.
Secondo il gip, bisognerebbe anzi approfondire la condotta dei due proprietari della pizzeria, che avrebbero dissapori importanti dovuti alla separazione con la ex moglie di uno dei due. La donna è ai domiciliari, ad assisterla ci sono i legali Claudio Cimato e Francesca Caroselli. È stata già interrogata e ha negato di aver organizzato una spedizione punitiva, così come di aver esclamato “Ammazziamoli tutti”, come invece viene sostenuto dai feriti, o di aver trattenuto l’ex marito mentre il fidanzato infieriva con il coltello. Gli avvocati della donna hanno chiesto di cancellare la misura dell’arresto domiciliare.