Perugia, presidio dei lavoratori del terziario: “Stipendi da fame”

L'Umbria parteciperà alla manifestazione di Roma, unendosi così a migliaia di altri manifestanti.

Le lavoratrici e i lavoratori del settore terziario hanno manifestato il 7 dicembre a Perugia, esprimendo la loro insoddisfazione per la scadenza del loro contratto, che ormai perdura da quattro anni. Accompagnati dai sindacati Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil, il loro presidio sotto la sede regionale di Confcommercio ha lanciato un messaggio chiaro: è tempo di un nuovo contratto che rifletta un giusto salario e la redistribuzione degli enormi profitti realizzati dalle aziende del commercio e del turismo.

Durante il presidio, lavoratrici, lavoratori e rappresentanti sindacali hanno evidenziato la disparità tra le condizioni di lavoro insostenibili e gli ingenti utili realizzati dalle aziende. Hanno sottolineato che, nonostante gli utili aziendali siano stati “da capogiro“, non vi è stata una corrispondente redistribuzione attraverso un contratto equo. L’inflazione in aumento e i salari stagnanti hanno reso la situazione ancora più critica.

Per far sentire la loro voce, i lavoratori hanno annunciato uno sciopero per il prossimo 22 dicembre, che coinvolgerà tutto il territorio nazionale. Questo sciopero sarà accompagnato da tre grandi manifestazioni interregionali nelle città di Milano, Roma e Napoli, oltre a eventi specifici nelle isole di Sicilia e Sardegna. L’Umbria parteciperà alla manifestazione di Roma, unendosi così a migliaia di altri manifestanti.

Al termine del presidio di oggi, i manifestanti hanno occupato brevemente via Settevalli a Perugia, bloccando il traffico in un atto simbolico di protesta. Questo gesto ha enfatizzato la necessità di attirare l’attenzione su quella che viene percepita come una “clamorosa ingiustizia”. I rappresentanti dei sindacati hanno chiarito che non c’è più spazio né tempo per tattiche dilatorie o espedienti da parte delle associazioni imprenditoriali per evitare la responsabilità di fornire condizioni di lavoro eque.

 

La protesta di Perugia rappresenta una chiamata all’azione per il settore terziario, un settore che conta milioni di lavoratori in Italia. La richiesta è chiara: condizioni di lavoro più eque e una distribuzione giusta degli utili aziendali. Questa manifestazione non è solo un grido di protesta, ma anche un segnale di speranza per un futuro lavorativo più giusto e sostenibile.

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