Il pubblico ministero ha chiesto condanne per due educatrici accusate di maltrattamenti a danno di ospiti disabili e autistici del centro Forabosco di Perugia, con l’udienza finale fissata per dicembre.
Nel corso del processo per maltrattamenti ai danni di ospiti disabili e autistici del centro psichiatrico Forabosco di Perugia, il pubblico ministero ha richiesto la condanna di due educatrici, Tiziana Cittadini. e Federica Canonico, rispettivamente un anno e quattro mesi e un anno e mezz.. Questo segna una svolta importante verso la conclusione di un caso che ha suscitato grande attenzione mediatica, con l’udienza finale prevista per il 3 dicembre.
Il procedimento è partito a seguito di una denuncia da parte di un genitore, che aveva notato lividi sul corpo del proprio figlio, un ospite del centro. Questa segnalazione ha avviato un’indagine che ha fatto emergere gravi accuse di violenze e vessazioni contro i pazienti, alcuni dei quali con disabilità e disturbi dello spettro autistico. La gravità dei fatti ha posto il centro sotto scrutinio, alimentando dibattiti sull’adeguatezza delle cure offerte agli ospiti.
Oltre alle due educatrici, altre cinque persone sono state coinvolte nel caso. Quattro di loro hanno scelto la via del patteggiamento, accettando di assumersi la responsabilità legale delle proprie azioni. La posizione della direttrice sanitaria era invece precedentemente stata archiviata, escludendola da eventuali responsabilità penali, una decisione che ha suscitato preoccupazioni e critiche da parte dei familiari degli ospiti, i quali chiedevano maggiore responsabilità da parte delle figure apicali del centro.
L’udienza del 3 dicembre rappresenta un momento decisivo, in quanto il tribunale dovrà decidere se accogliere o meno la richiesta di condanna avanzata dall’accusa. L’esito del processo avrà conseguenze non solo per le educatrici imputate, ma anche per la reputazione e il futuro del centro Forabosco, già al centro di polemiche per la gestione dei pazienti e la qualità dell’assistenza.
Durante l’indagine sono emerse testimonianze di ex dipendenti e ospiti che hanno denunciato pratiche di assistenza inadeguate e comportamenti vessatori.