Manifestazione a Perugia in piazza IV Novembre per chiedere “La fine del genocidio” e “la fine del sionismo”. Presenti circa 300 persone, arrivate anche da Terni sabato 10 ottobre.
Messaggi chiari: “Non è inutile continuare a parlare di Palestina, non è inutile continuare a lottare”: Forti critiche all’occidente, all’industria bellica “che è al fianco di Israele nell’aggressione a Gaza, Cisgiordania, Yemen, Libano e negli altri fronti di guerra”
“L’Europa e l’Italia sono in guerra”, è stato detto, criticando la messa a disposizione delle basi militari
Forti critiche anche al decreto sicurezza e alla lotta alle occupazioni: “Anche questa è guerra”, dicono “E anche il ddl antisemitismo, che ci impedisce di dare sostegno alla lotta alla resistenza”
Le proposte: stop all’economia
“La Palestina- è stato detto – è un esperimento di come usare l’intelligenza artificiale in guerra. Il secondo messaggio, non uscirà un chiodo, è il simbolo eclatante di come si combatte l’economia capitalista. Un’economia che si legge attraverso un sistema che vuole a tutti i costi produrre ricchezza per pochi e impoverire intere masse di gente. Quelle masse di gente che continuano a produrre la ricchezza per i padroni. Noi non possiamo permettere questo ed è proprio per questo che il prossimo 30 ottobre, ci sarà uno sciopero in tutta Italia attraverso i porti italiani. . È solo così che possiamo bloccare questa economia, bloccando quello che è il nodo centrale e dove passano armi e non soldi. Il 10% del PIL passa attraverso i porti in Italia. Ed è questo che fa male ai padroni.E se insieme ai porti mettiamo ogni nostro posto di lavoro attraverso uno sciopero generale e ognuno di noi può diventare non solo una voce ma anche uno strumento vero contro il capitalismo, contro quella vecchia economia di guerra, allora noi possiamo vincere questa guerra, liberare la Palestina e liberare tutti i popoli oppressi”
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