Ufficio sorveglianza Spoleto, garante dei detenuti segnala ritardi e carenze

L’avvocato Andrea Pensi ha trasmesso una nota al Consiglio Superiore della Magistratura per chiedere interventi sulla funzionalità dell’ufficio competente per i circondari di Terni e Spoleto.

Il Garante della Regione Umbria per le persone sottoposte a misure restrittive o limitative della libertà personale, l’avvocato Andrea Pensi, ha segnalato al Consiglio Superiore della Magistratura le criticità dell’Ufficio di Sorveglianza di Spoleto. La nota, inviata per conoscenza anche al Consiglio Giudiziario presso la Corte d’Appello di Perugia e al Ministero della Giustizia, prende le mosse dalle segnalazioni ricevute dal Garante da persone detenute e dalla Camera Penale di Perugia. Al centro ci sono soprattutto i ritardi nella definizione delle istanze e dei procedimenti di competenza monocratica. Secondo quanto riferito da Pensi, la pianta organica prevede tre magistrati di sorveglianza, mentre attualmente ne risulterebbe in servizio uno solo.

Tre magistrati previsti, uno attualmente in servizio

La principale criticità indicata nella nota riguarda la scopertura dell’organico dell’Ufficio di Sorveglianza di Spoleto, competente per i circondari di Terni e Spoleto.

“Per quanto noto – continua il Garante in un suo comunicato – la pianta organica dell’Ufficio di Sorveglianza di Spoleto prevede la presenza di tre magistrati di sorveglianza, dei quali attualmente risulterebbe in servizio soltanto uno”.

La conseguenza, secondo la ricostruzione contenuta nella segnalazione, sarebbe la mancata trattazione delle materie affidate ai due magistrati attualmente assenti.

“Ne deriverebbe la sospensione di fatto di circa il 66% della materia monocratica, con grave pregiudizio per le persone detenute interessate”, spiega Pensi.

La questione riguarda quindi la capacità dell’ufficio di garantire una gestione regolare delle pratiche di propria competenza, in particolare quelle che incidono direttamente sulla posizione delle persone sottoposte a restrizione della libertà personale.

Le segnalazioni arrivate al garante

La richiesta di intervento è stata formulata dopo numerose comunicazioni ricevute dall’Ufficio del Garante.

“ La segnalazione – spiega Pensi – muove dalle numerose comunicazioni pervenute all’Ufficio del Garante, provenienti sia da persone detenute sia dalla Camera Penale di Perugia, concernenti significative disfunzioni nel funzionamento dell’Ufficio di Sorveglianza di Spoleto”.

Tra gli aspetti evidenziati figurano in particolare i tempi di definizione delle istanze e dei procedimenti di competenza monocratica del magistrato di sorveglianza.

La nota trasmessa al Csm precisa che, per quanto rappresentato al Garante, la criticità principale sarebbe concentrata proprio sull’Ufficio di Sorveglianza di Spoleto.

Permessi e altri diritti delle persone detenute

La funzionalità dell’ufficio assume particolare rilevanza perché le decisioni della magistratura di sorveglianza riguardano direttamente la libertà personale e posizioni soggettive fondamentali delle persone detenute.

Tra le materie richiamate nella segnalazione ci sono i permessi premio, i permessi di necessità e i reclami previsti dall’articolo 35-ter dell’ordinamento penitenziario, oltre agli altri benefici di competenza della magistratura di sorveglianza.

Nel documento viene ricordato il ruolo della magistratura di sorveglianza quale giudice naturale e specializzato chiamato a garantire la tutela delle posizioni soggettive delle persone detenute.

Secondo il Garante, affinché questa tutela sia effettiva, deve essere anche tempestiva, soprattutto quando le decisioni riguardano situazioni direttamente collegate alla libertà personale.

La richiesta di intervento al Csm

Con la nota trasmessa al Consiglio Superiore della Magistratura, Pensi ha chiesto informazioni dettagliate sull’attuale situazione dell’organico dell’Ufficio di Sorveglianza di Spoleto.

In particolare, il Garante vuole conoscere il numero dei posti vacanti rispetto alla pianta organica prevista e i tempi ipotizzati per la loro copertura.

È stato inoltre chiesto se siano già programmate o allo studio iniziative per garantire la piena funzionalità dell’ufficio, anche attraverso eventuali assegnazioni, trasferimenti o altre misure organizzative che rientrino nelle competenze del Consiglio Superiore della Magistratura.

La comunicazione è stata trasmessa anche al Consiglio Giudiziario presso la Corte d’Appello di Perugia e al Ministero della Giustizia.

Le ricadute sul Tribunale di sorveglianza di Perugia

Nella segnalazione viene affrontato anche il rapporto tra le difficoltà dell’Ufficio di Sorveglianza di Spoleto e il Tribunale di Sorveglianza di Perugia.

Pensi precisa che gli effetti sul tribunale perugino devono essere considerati riflessi e secondari rispetto alla criticità principale, individuata nella scopertura dell’organico dell’ufficio spoletino.

La carenza di magistrati avrebbe tuttavia conseguenze anche sulla capacità complessiva del collegio del Tribunale di Sorveglianza di Perugia, incidendo quindi sull’organizzazione generale della giustizia di sorveglianza nel territorio regionale.

“L’effettività dei diritti delle persone detenute – dichiara il Garante regionale – richiede strumenti di tutela effettivi e tempestivi”.

Pensi aggiunge che “ritardi significativi nella trattazione delle istanze di sorveglianza rischiano di riflettersi in modo immediato sulla concreta garanzia dei diritti delle persone private della libertà personale”.

“Per questo ho ritenuto doveroso interpellare il Consiglio Superiore della Magistratura affinché, per quanto di competenza, sia assicurata ogni utile attenzione al regolare funzionamento dell’ufficio”, conclude il Garante regionale.

Redazione

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