Più anziani, famiglie composte da una sola persona, territori che si spopolano e una crescente domanda di assistenza. È il quadro tracciato dalla Fnp Cisl Umbria durante la giornata dedicata a Santa Rita, organizzata venerdì 25 settembre 2026 a Roccaporena di Cascia. Al centro della tavola rotonda la solitudine e le conseguenze della trasformazione demografica regionale, con particolare attenzione alla situazione delle aree interne. La Cisl Umbria ha chiesto alla Regione di programmare insieme alle Zone sociali nuove Rsa per rispondere alle esigenze delle persone non autosufficienti e delle loro famiglie.
De Carolis: «Oggi al sindaco chiedono un posto in una Rsa»
A sintetizzare il cambiamento dei bisogni sociali è stato il sindaco di Cascia, Mario De Carolis.
«Un tempo al sindaco le persone chiedevano un posto di lavoro, oggi chiedono un posto in una Rsa», ha affermato durante l’incontro.
Una frase con la quale il primo cittadino ha richiamato l’attenzione sulla crescente domanda di strutture residenziali per gli anziani.
L’iniziativa è stata promossa dalla Federazione Pensionati della Cisl Umbria insieme al Comitato Fnp Cisl Santa Rita da Cascia e alla Cisl Umbria, in occasione della giornata dedicata alla patrona della federazione. La tavola rotonda è stata preceduta dalla celebrazione della messa nella Basilica di Cascia.
In Umbria oltre 247 anziani ogni 100 giovani
Uno degli aspetti affrontati riguarda il progressivo cambiamento della struttura demografica regionale. Secondo i dati richiamati dal segretario generale della Fnp Cisl Umbria, Dario Bruschi, l’indice di vecchiaia supera i 247 anziani ogni 100 giovani.
«Parlare di solitudine in Umbria significa parlare di una trasformazione demografica profonda – ha spiegato Bruschi –. Da una parte l’invecchiamento accelerato della popolazione, dall’altra lo spopolamento dei territori».
Nel quadro illustrato durante l’incontro, una famiglia su tre risulta composta da una sola persona. La situazione assume caratteristiche particolarmente delicate nei piccoli centri dell’Appennino, dove alla diminuzione degli abitanti può accompagnarsi una progressiva riduzione dei servizi disponibili.
La perdita dei servizi aumenta il rischio di isolamento
Il segretario regionale della Cisl Riccardo Marcelli, che ha moderato la tavola rotonda, ha posto l’accento sulle conseguenze della chiusura o del ridimensionamento dei presidi locali.
«Quando chiude una scuola, riduce l’attività un ambulatorio o abbassa la saracinesca l’ultimo negozio di paese, non perdiamo soltanto un servizio. Per molti anziani perdiamo l’unico luogo di incontro quotidiano», ha sottolineato.
Secondo Marcelli, la solitudine deve essere affrontata anche come una questione sociale e sanitaria, considerando le conseguenze che l’isolamento può produrre sul benessere delle persone.
A questa situazione si aggiungono le difficoltà legate alla digitalizzazione. Giancarlo Monsignori, presidente di Adiconsum Umbria, ha ricordato che circa il 20% dei cittadini umbri presenta problemi nell’accesso agli strumenti digitali e all’identità digitale, con possibili ripercussioni sulla possibilità di utilizzare servizi ormai dematerializzati.
Cisl Umbria chiede una nuova programmazione delle Rsa
Sul fronte dell’assistenza alle persone non autosufficienti, il segretario generale della Cisl Umbria Angelo Manzotti ha rivolto una richiesta alla Regione.
«Chiediamo alla Regione Umbria di programmare, insieme alle Zone sociali, la nascita di nuove Rsa sul territorio. Oggi le liste di attesa sono sempre più lunghe e le famiglie faticano a trovare risposte adeguate. L’invecchiamento della popolazione rende questa necessità sempre più urgente», ha dichiarato.
Per il sindacato, la programmazione deve guardare anche alle trasformazioni che interesseranno le famiglie nei prossimi anni.
«La questione delle Rsa – prosegue Manzotti – riguarda non solo gli anziani di oggi ma anche quelli di domani. I caregiver del futuro saranno a loro volta persone anziane. Per questo servono programmazione, investimenti e una rete di servizi capace di accompagnare le comunità in questa profonda transizione demografica».
Il confronto tra Fnp Cisl Umbria e Marche
La giornata di Cascia è stata anche l’occasione per ribadire la collaborazione tra Fnp Cisl Umbria e Fnp Cisl Marche, rappresentata dal segretario generale Silvano Giangiacomi. Le due organizzazioni sono legate da un patto di gemellaggio dedicato alla tutela delle persone fragili e alla promozione della coesione sociale.
Durante l’iniziativa sono stati inoltre premiati i pensionati del gruppo dirigente della Fnp Cisl Umbria che hanno raggiunto gli ottant’anni.
La federazione ha infine ribadito la richiesta di inserire il contrasto alla solitudine e l’assistenza alla popolazione anziana tra le priorità delle politiche regionali, con particolare attenzione alle comunità delle aree interne e montane.
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