Spoleto, tredicenne salva il padre in mare a Peschici: “Ho fatto solo la mia parte”

Il giovane si è accorto della difficoltà del genitore, ha raggiunto la torretta di salvataggio e ha chiamato i soccorsi

Un ragazzo di 13 anni di Spoleto ha salvato il padre trascinato al largo dalle onde nel mare di Peschici, sul Gargano, durante una vacanza di fine estate. Il giovane, dopo essersi accorto che il genitore era in difficoltà, ha raggiunto la torretta di salvataggio e ha dato l’allarme, permettendo l’intervento dei soccorsi. “Ho solo nuotato più forte che potevo”, ha raccontato il ragazzo, ridimensionando il proprio gesto: “Non sono un eroe. Ho fatto solo la mia parte”.

Il pericolo improvviso in mare

La vicenda è avvenuta nella mattinata di martedì 22 settembre nelle acque di Peschici, località del Gargano scelta dalla famiglia spoletina per alcuni giorni di vacanza. Erano da poco passate le 11 quando il ragazzo si trovava in mare insieme al padre Simone G., gestore di un bed and breakfast nello Spoletino. Le condizioni del mare sono cambiate improvvisamente, con onde più alte probabilmente causate dal repentino aumento del vento di maestrale. Il ragazzo si è accorto che il padre veniva trascinato lontano dalla riva, fino a diventare quasi indistinguibile all’orizzonte.

Il ragazzo comprende il pericolo e chiama aiuto

Dopo aver notato le braccia del padre muoversi in acqua, il tredicenne ha intuito la gravità della situazione. Avvicinandosi abbastanza, è riuscito a sentire il genitore che gli chiedeva di tornare verso la spiaggia per chiamare i soccorsi.

A quel punto il giovane ha iniziato una corsa contro il tempo, nuotando fino alla torretta di salvataggio per attirare l’attenzione dei soccorritori.

Il padre in difficoltà per un malore

Nel frattempo Simone G. stava cercando di restare a galla. L’uomo, nonostante fosse un esperto nuotatore, era stato colpito da un malore improvviso e non riusciva più a contrastare la forza delle onde. “Ogni volta che aprivo bocca per respirare imbarcavo acqua”, ha raccontato l’imprenditore, descrivendo quei momenti di difficoltà.

Quando i soccorsi sono arrivati, l’uomo era ormai allo stremo delle forze.

Il gesto del figlio: “Non sono un eroe”

Il tredicenne, dopo aver lanciato l’allarme, è rimasto in acqua fino a quando non ha visto il padre raggiungere la riva. Un comportamento che il genitore ha definito straordinario. “Ho sempre saputo che fosse un ragazzo speciale ma quel che ha fatto va oltre ogni immaginazione”, ha raccontato Simone G.

Il ragazzo, però, non vuole essere definito un eroe e racconta l’accaduto con grande semplicità. “Ho solo nuotato più forte che potevo”, ha detto, spiegando di aver fatto soltanto ciò che riteneva necessario.

Un ragazzo descritto come maturo e responsabile

Il giovane frequenta la terza media e viene descritto da chi lo conosce come un ragazzo posato, educato e maturo. Una persona abituata a dimostrare il proprio valore attraverso i fatti più che attraverso le parole.

Il suo gesto ha colpito profondamente la famiglia, che ha deciso di ricordare quell’episodio con un segno concreto.

Una targa per ricordare il salvataggio

Il padre ha già commissionato a un artigiano umbro una targa in pietra da affiggere al muro della storica attività di famiglia ai piedi dei Monti Martani.

Un riconoscimento simbolico per ricordare la prontezza e il coraggio dimostrati dal figlio in una situazione di grande difficoltà.

 

Redazione

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