La Corte d’assise di Perugia ha disposto una perizia psichiatrica su Emiliano Volpe, imputato per aiuto o istigazione al suicidio nel processo per la morte di Andrea Prospero. Lo studente abruzzese morì a Perugia nel gennaio 2025 per un mix di farmaci. La decisione è arrivata nella mattinata di oggi, dopo una breve camera di consiglio, in apertura di udienza. L’accertamento dovrà stabilire se Volpe fosse capace di intendere e di volere nel periodo in cui, a distanza, avrebbe rafforzato il proposito suicida del giovane.
Un colpo di scena in avvio di udienza
La svolta è maturata subito dopo la rinuncia all’ultimo testimone. È stata la stessa pubblica ministero Anna Maria Greco a rimettere ai giudici la valutazione sull’opportunità della perizia. L’iniziativa è arrivata dopo i dubbi sulle condizioni mentali dell’imputato sollevati dalla difesa nell’udienza precedente. La Corte ha quindi accolto la sollecitazione dell’accusa e ha disposto l’accertamento.
Il perimetro dell’accertamento
La perizia non si limiterà alla capacità di intendere e di volere. I periti dovranno valutare anche la pericolosità sociale di Volpe. Si tratta di due questioni distinte: la prima riguarda lo stato mentale al momento dei fatti contestati, la seconda la valutazione sul rischio che l’imputato possa commettere altri reati. L’incarico ai periti sarà conferito a fine mese.
I legali della famiglia di Andrea Prospero si erano opposti alla richiesta di perizia. La Corte ha comunque deciso di procedere con l’accertamento psichiatrico.
L’accusa ha chiesto anche la proroga della custodia cautelare oltre la scadenza prevista per novembre, per il tempo necessario allo svolgimento della perizia. Volpe fu arrestato nel marzo 2025 e si trova tuttora agli arresti domiciliari, nell’abitazione del fratello. Anche nell’udienza di oggi è rimasto in aula in silenzio e impassibile.
Il quadro del procedimento
Il processo si svolge davanti alla Corte d’assise di Perugia. Gli esiti della perizia saranno determinanti per il prosieguo del dibattimento. L’accertamento sulla capacità di intendere e di volere incide infatti sulla possibile imputabilità e, in caso di esito diverso da quello pieno, sulle conseguenze giuridiche per l’imputato. La valutazione sulla pericolosità sociale è invece rilevante per le eventuali misure da adottare nei suoi confronti.
L’udienza ha dunque modificato il percorso del procedimento, che proseguirà dopo il conferimento dell’incarico ai periti e la decisione sulla richiesta di proroga della misura cautelare.
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