Ferdinandi: “Basta guerra, cantiere fra comuni per promuovere la pace”

La sindaca di Perugia interviene all'Assemblea degli Enti Locali per la Pace e annuncia un'iniziativa nazionale con ANCI. Al centro del progetto diritti, giustizia sociale, educazione e prevenzione dei conflitti.

Un cantiere permanente per la pace che coinvolga Comuni, università, istituti di alta formazione, associazioni e organizzazioni della società civile. È la proposta avanzata dalla sindaca di Perugia Vittoria Ferdinandi, delegata nazionale dell’ANCI alle Politiche per la pace, durante il suo intervento all’Assemblea degli Enti Locali per la Pace. L’iniziativa punta a trasformare l’impegno delle amministrazioni locali in un percorso continuativo, attraverso politiche pubbliche dedicate all’educazione, alla tutela dei diritti, alla cooperazione e alla prevenzione dei conflitti. Ferdinandi ha inoltre richiamato il valore dell’eredità pacifista di Aldo Capitini e il ruolo storico di Perugia e Assisi, sostenendo la necessità di collegare la costruzione della pace alla lotta contro le disuguaglianze sociali.

Un cantiere nazionale per la pace promosso con ANCI

Il punto centrale dell’intervento della sindaca riguarda la proposta di costruire una collaborazione stabile tra le amministrazioni locali italiane e le realtà impegnate nella promozione della pace.

L’obiettivo è sviluppare un percorso che non si esaurisca nelle manifestazioni pubbliche o negli appuntamenti istituzionali, ma che possa tradursi in attività e progetti da realizzare nei territori.

«Come delegata nazionale ANCI alle Politiche per la pace, assumo personalmente l’impegno di promuovere, insieme all’Associazione nazionale dei Comuni italiani, un percorso che valorizzi questa straordinaria eredità e dia vita a un cantiere permanente per la pace», ha dichiarato Ferdinandi.

Il progetto dovrebbe coinvolgere amministrazioni comunali, università, organizzazioni della società civile e istituzioni, favorendo il confronto e la collaborazione su iniziative concrete.

Tra gli ambiti indicati figurano l’educazione alla pace, la mediazione dei conflitti, la cooperazione internazionale e la promozione dei diritti fondamentali.

La proposta è stata presentata come un impegno politico da sviluppare con ANCI, senza che siano stati ancora illustrati tempi operativi o specifiche risorse finanziarie.

Perugia e Assisi, il riferimento alla lezione di Aldo Capitini

Nel delineare il progetto, Ferdinandi ha richiamato il legame storico tra Perugia, Assisi e il movimento per la pace.

Un patrimonio culturale e civile che, secondo la sindaca, deve continuare a produrre iniziative anche al di fuori dei grandi eventi pubblici.

«Perugia e Assisi custodiscono un’eredità straordinaria, che non possiamo disperdere né limitare ai grandi appuntamenti della Marcia della Pace», ha affermato.

Il riferimento è alla tradizione legata ad Aldo Capitini, figura centrale del pensiero nonviolento italiano e promotore della prima Marcia Perugia-Assisi del 1961.

Per Ferdinandi, questa eredità deve diventare il punto di partenza per costruire una rete capace di unire amministratori, istituzioni formative e associazioni.

La prospettiva indicata è quella di rendere permanente l’impegno per la pace, inserendolo nelle attività ordinarie degli enti locali e nelle scelte delle amministrazioni.

La sindaca: «La pace è una responsabilità politica»

Durante l’Assemblea, la sindaca di Perugia ha affrontato anche il tema del ruolo delle istituzioni in un contesto internazionale segnato da numerosi conflitti.

«La pace non è un’utopia, né un’aspirazione ingenua di chi non comprende la complessità del mondo. È una responsabilità politica che le istituzioni devono assumersi attraverso scelte concrete, risorse e politiche pubbliche», ha dichiarato.

Ferdinandi ha contestato quella che considera una progressiva normalizzazione della guerra nel dibattito pubblico, sostenendo che la pace non debba essere relegata a un obiettivo puramente ideale.

Nel suo intervento ha richiamato anche la situazione umanitaria nella Striscia di Gaza, citando le immagini degli ospedali bombardati e dei bambini colpiti dalla fame.

«Quando perdiamo la capacità di riconoscere la dignità umana, compromettiamo le fondamenta della nostra convivenza», ha sottolineato.

Il messaggio rivolto agli amministratori presenti è stato quello di mantenere la promozione della pace tra le responsabilità dell’azione istituzionale, anche attraverso iniziative sviluppate a livello locale.

Spesa per la difesa e investimenti nel welfare

Una parte significativa dell’intervento è stata dedicata alle priorità della finanza pubblica.

Ferdinandi ha richiamato il Documento programmatico di finanza pubblica, sostenendo che per il biennio 2027-2028 sia previsto uno spazio aggiuntivo di spesa per la difesa pari a circa 7 miliardi di euro annui.

Partendo da questo dato, la sindaca ha sollecitato una riflessione sull’equilibrio tra investimenti militari, cooperazione internazionale e politiche sociali.

«Dobbiamo chiedere con forza investimenti altrettanto significativi per i Comuni, il welfare, la lotta alla povertà educativa e alle disuguaglianze», ha affermato.

Secondo Ferdinandi, la costruzione della pace deve essere collegata anche alle condizioni economiche e sociali delle persone.

Nel suo intervento ha citato la stagnazione dei salari, l’aumento del costo della vita, la precarietà del lavoro giovanile e le difficoltà di accesso alla casa come questioni che incidono sulla coesione sociale.

«La pace, come ci ha insegnato Aldo Capitini, è anche giustizia sociale», ha aggiunto.

La sindaca ha quindi proposto una lettura della pace che comprende, oltre alla prevenzione delle guerre, la riduzione delle disuguaglianze e la tutela dei diritti.

Il ruolo dei giovani e delle scuole

Un altro passaggio dell’intervento ha riguardato le nuove generazioni e la richiesta di pace espressa dai giovani.

Ferdinandi ha sottolineato la responsabilità delle istituzioni nell’ascoltare queste posizioni e nel trasformarle in occasioni di partecipazione.

«Abbiamo consegnato ai giovani un mondo attraversato dalle guerre, dalle disuguaglianze e dall’incertezza sul futuro», ha dichiarato.

La sindaca ha fatto riferimento alla posizione di una giovane donna contraria a mettere le proprie capacità al servizio dei conflitti armati, utilizzando questo esempio per evidenziare il rapporto tra impegno civile e responsabilità politica.

«Le istituzioni non devono spegnere questa domanda di pace, devono trasformarla in responsabilità politica», ha affermato.

Nel progetto di collaborazione nazionale, scuole e università sono indicate tra i soggetti da coinvolgere per sviluppare percorsi educativi, iniziative culturali e attività di sensibilizzazione.

L’educazione alla gestione nonviolenta dei conflitti rappresenta uno degli strumenti individuati per rendere continuativo il lavoro sul tema.

Dalle dichiarazioni alle politiche pubbliche locali

La proposta presentata all’Assemblea degli Enti Locali per la Pace mira a costruire un collegamento tra la dimensione internazionale dei conflitti e le competenze esercitate quotidianamente dalle amministrazioni comunali.

Il percorso delineato da Ferdinandi comprende la promozione dei diritti, il contrasto alle disuguaglianze, la cooperazione tra territori e la formazione delle nuove generazioni.

La sindaca ha evidenziato che il coinvolgimento delle istituzioni locali può contribuire a dare continuità alle iniziative, superando la dimensione delle sole dichiarazioni di principio.

«La pace non può essere soltanto evocata, deve diventare una responsabilità concreta delle istituzioni e tradursi in politiche pubbliche», ha ribadito.

Il nuovo cantiere permanente, che Ferdinandi si è impegnata a promuovere insieme ad ANCI, nasce dunque come proposta di coordinamento tra soggetti pubblici e realtà della società civile.

Il riferimento conclusivo è stato ancora una volta ad Aldo Capitini e alla necessità di un impegno quotidiano.

«Se vogliamo la pace, dobbiamo preparare la pace, ogni giorno, nelle nostre città, nelle scuole e nelle scelte delle istituzioni», ha concluso la sindaca di Perugia.

Redazione

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