Il viceministro Leo al Serafico: “San Francesco ispirazione per economia sociale”

Al Complesso del Serafico istituzioni ed esperti discutono del Piano d’Azione Nazionale, tra Terzo settore, credito, innovazione e nuove fragilità

Assisi torna a interrogarsi sul rapporto tra economia, persona e comunità a 800 anni dalla morte di San Francesco. Il Complesso del Serafico ha ospitato il convegno “L’economia sociale futuro per il Paese”, dedicato alle prospettive dell’economia sociale e alle politiche necessarie per rispondere alle trasformazioni del lavoro e alle nuove fragilità. All’appuntamento hanno partecipato, tra gli altri, Luca Antonini, Vice Presidente della Corte Costituzionale, Maurizio Gardini, Presidente di Confcooperative, e Maurizio Leo, Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze. Al centro del confronto anche il nuovo Piano d’Azione Nazionale per l’Economia Sociale, varato dal Governo lo scorso 2 luglio, e gli strumenti necessari per trasformare il riconoscimento del settore in interventi concreti.

Da San Francesco una riflessione sull’economia contemporanea

Il punto di partenza dell’incontro è stato il pensiero francescano e la sua possibile lettura rispetto alle trasformazioni economiche e sociali contemporanee.

A ottocento anni dalla morte di San Francesco, la riflessione proposta ad Assisi ha posto l’accento su una concezione dell’economia non separata dalla dimensione umana e sociale, ma considerata uno strumento capace di generare relazioni e opportunità all’interno delle comunità.

Trasformazione del lavoro, fragilità sociali e cambiamenti tecnologici sono alcuni dei fenomeni che rendono necessario, secondo quanto emerso dal convegno, sviluppare nuovi strumenti di intervento.

Tra le necessità individuate dagli esperti figurano un migliore accesso al credito, nuove competenze, innovazione e accompagnamento alla transizione digitale, insieme a misure in grado di sostenere le iniziative che nascono direttamente nei territori.

Il Piano d’Azione Nazionale per l’Economia Sociale

Uno dei temi centrali è stato il Piano d’Azione Nazionale per l’Economia Sociale, attraverso il quale si punta alla costruzione di politiche pubbliche dedicate a un insieme articolato di realtà.

Il Piano interessa cooperative, imprese sociali, enti del Terzo settore, associazioni sportive, enti religiosi civilmente riconosciuti e fondazioni di origine bancaria, riconoscendone il contributo alla coesione sociale, all’inclusione e alla partecipazione.

Il confronto di Assisi ha cercato quindi di spostare l’attenzione non soltanto sulla quantità di valore prodotta dall’economia, ma anche sui destinatari di quel valore, sulle finalità dell’attività economica e sui soggetti coinvolti nella sua generazione.

L’obiettivo è consolidare il rapporto tra dimensione economica e funzione sociale, individuando strumenti operativi che permettano alle organizzazioni interessate di rafforzare la propria attività.

Luzzi: “L’economia al servizio della persona”

Il legame tra la riflessione contemporanea e l’eredità francescana è stato approfondito da Alfonso Luzzi, Presidente Generale del Movimento Cristiano Lavoratori.

“Ricordare e rileggere la figura di San Francesco d’Assisi alla luce attuale significa anche riscoprire la funzione sociale dell’economia, quindi del lavoro e della cooperazione. Il movimento francescano contribuì alla nascita dei Monti di Pietà, forme di credito di prossimità pensate per sottrarre i più fragili all’usura e restituire alla comunità uno strumento finanziario al servizio del bene comune”, ha affermato Luzzi.

“Non si trattava di rifiutare l’economia, ma di ricondurla alla sua funzione primaria: servire la persona, il lavoro, la comunità. È una prospettiva che oggi dobbiamo avere il coraggio di riproporre. Ripartire e sviluppare una nuova concezione di società quotidiana fondata sull’idea di persona e di comunità di San Francesco”.

Leo: attenzione a fisco e Terzo settore

Il resoconto conclusivo dell’appuntamento è stato affidato al Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze Maurizio Leo, che ha concentrato il proprio intervento sulle misure fiscali e sulle prospettive per il Terzo settore.

“Anzitutto, abbiamo approvato definitivamente la riforma fiscale: 29 dlgs tra i quali 8 Testi Unici. Un qualcosa che la nostra Nazione aspettava da oltre mezzo secolo”, ha dichiarato Leo.

Il Vice Ministro ha poi affrontato la disciplina IVA per il mondo associativo: “Per il Terzo settore abbiamo già prorogato di dieci anni l’attuale regime di esclusione dall’IVA per gli enti associativi, rinviando al 1° gennaio 2036 il passaggio al nuovo regime. Una misura concreta che evita nuovi oneri burocratici e dà maggiore stabilità alle associazioni”.

Leo ha indicato inoltre come obiettivi la semplificazione degli adempimenti e la riduzione del carico tributario, considerando le caratteristiche specifiche degli enti e i vincoli relativi alla destinazione di utili e patrimoni.

“Su questo il Piano d’azione prevede di ricondurre le attività di interesse pubblico svolte da questi enti nell’ambito dei Servizi di interesse economico generale, per favorire il sostegno pubblico nel quadro delle regole europee”, ha aggiunto il Vice Ministro.

Il confronto ospitato al Serafico ha così riunito istituzioni, rappresentanti del mondo cooperativo ed esperti attorno agli strumenti previsti per l’economia sociale, collegando il dibattito sulle politiche pubbliche alle questioni dell’accesso al credito, dell’innovazione e della transizione digitale.

Redazione

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