Ponte San Giovanni, il Comitato torna a chiedere il Nodo di Perugia

Il comitato “Chi salverà Ponte San Giovanni” critica l'idea che l'aumento della velocità dei treni possa alleviare i disagi del traffico intenso

Il comitato Chi salverà Ponte San Giovanni ha espresso dubbi riguardo alla proposta di migliorare il servizio ferroviario come soluzione per alleggerire il traffico che affligge quotidianamente la zona tra Collestrada e Balanzano. In una nota ufficiale, il comitato ha criticato l’idea che il miglioramento dei treni possa ridurre la congestionata viabilità che include la E45, una delle arterie più trafficate della regione Umbria. Secondo il comitato, questa proposta appare inadeguata e poco realistica, considerando l’alto volume di traffico nella zona.

Traffico quotidiano

Il comitato sottolinea che 90.000 veicoli quotidiani, di cui circa 6.000 mezzi pesanti, congestionano ogni giorno la zona. La situazione, secondo i membri del comitato, è particolarmente difficile per lavoratori, camionisti, studenti, e per chiunque debba recarsi verso il centro ospedaliero regionale o il centro commerciale unico tra Perugia e Corciano. La proposta di alleggerire il traffico con il treno, secondo il comitato, appare fuori luogo visto che i treni non potrebbero mai assorbire una quantità di traffico così elevata. Anche ipotizzando un miglioramento dei treni, il comitato stima che il numero di persone trasportate non supererebbe le 5.000 unità, lasciando comunque 95.000 persone intrappolate nel traffico.

Il nodo di Perugia e la variante stradale

Secondo il comitato, la vera soluzione al problema del traffico è la realizzazione di una variante stradale che permetta di risolvere in modo duraturo la situazione. Nonostante i miglioramenti al servizio ferroviario siano benvenuti, il comitato ritiene che i treni non possano rappresentare un’alternativa efficace per alleggerire il traffico su strada. Anzi, l’idea di puntare solo sul trasporto ferroviario appare come un tentativo di nascondere le vere ragioni per cui non si vuole affrontare concretamente il problema, ovvero la realizzazione del Nodo di Perugia.

Le motivazioni ideologiche contro la variante stradale

Il comitato non ha dubbi: il blocco della variante stradale è principalmente dettato da ragioni ideologiche, ambientaliste, che rischiano di penalizzare gravemente l’economia locale e il benessere delle persone. In particolare, il comitato critica un certo tipo di ambientalismo che preferisce proteggere l’ambiente a costo di sacrificare la salute e la qualità della vita dei residenti e dei lavoratori, costretti a convivere con alti livelli di inquinamento e stress derivanti dal traffico.

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