“Giotto e san Francesco” insieme in una mostra a Perugia

Dal 14 marzo al 14 giugno 2026, Perugia ospiterà una grande esposizione che esplora il legame tra Giotto e San Francesco, simbolo di coraggio e trasformazione nell'arte e nella spiritualità

È stata presentata oggi a Roma, nella sede del Ministero della Cultura, la mostra “Giotto e san Francesco. Una rivoluzione nell’Umbria del Trecento”, un evento che si terrà dal 14 marzo al 14 giugno 2026 presso la Galleria Nazionale dell’Umbria a Perugia. La presentazione ha visto l’intervento del vicepresidente della Regione Umbria e assessore alla Cultura, Tommaso Bori, che ha definito questa esposizione come un “atto di coraggio”, un omaggio a due figure che hanno segnato in modo indelebile la storia dell’arte e della spiritualità.

Un atto di coraggio culturale

Durante la conferenza stampa, Tommaso Bori ha evidenziato come questa mostra non sia solo un’esposizione, ma una vera e propria sfida culturale. “Così come il coraggio e la tenacia hanno guidato San Francesco nelle sue scelte e Giotto nella sua rivoluzione artistica, anche questa mostra nasce sotto il segno della sfida,” ha dichiarato il vicepresidente. Ha sottolineato come il lavoro necessario per ottenere i prestiti delle opere sia stato arduo, ma la determinazione e la fede nel valore della cultura hanno reso possibile la realizzazione di un evento di tale portata.

La collaborazione tra istituzioni

Il progetto, che rappresenta una vera e propria rete di collaborazioni nazionali e internazionali, ha visto il coinvolgimento di numerosi soggetti, tra cui i curatori Veruska Picchiarelli ed Emanuele Zappasodi, il direttore della Galleria Nazionale dell’Umbria Costantino D’Orazio, e il Ministero della Cultura, con il sostegno fondamentale degli sponsor privati. “La sinergia tra istituzioni è stata determinante per il successo di questa iniziativa”, ha aggiunto Bori, ringraziando anche il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, per il costante supporto.

Giotto e san Francesco: una rivoluzione artistica e spirituale

Entrando nel merito dell’esposizione, il vicepresidente ha spiegato come Giotto sia stato al centro della rivoluzione artistica del Trecento, un cambiamento che ha avuto il suo apice nel rapporto con San Francesco. “Giotto ha dato una vita nuova all’arte pittorica, ma è grazie alla sua interpretazione di San Francesco che questa rivoluzione si compie appieno. Francesco, con il suo messaggio di fratellanza, natura e ecologia integrale, è una figura che ancora oggi ci parla in modo straordinariamente attuale”, ha spiegato Bori.

Il legame con l’ottocentenario della morte di San Francesco

Il vicepresidente ha anche anticipato l’approvazione di un testo di legge speciale per l’ottocentenario della morte di San Francesco, che sosterrà iniziative come questa mostra. “La cultura non è solo un valore intellettuale, ma anche un motore di sviluppo economico e di attrazione per il nostro territorio. Questa mostra rappresenta un’occasione unica per riscoprire l’importanza di un messaggio che parla di umanità, di natura e di futuro,” ha aggiunto.

Un invito a scoprire l’Umbria

Infine, Tommaso Bori ha invitato tutti a visitare l’Umbria, dal 14 marzo, per scoprire la relevanza culturale di Giotto e San Francesco, il cui messaggio ha attraversato secoli e rimane oggi più che mai di grande attualità. “Vogliamo che questa mostra non solo celebra l’arte e la spiritualità, ma contribuisca anche a far crescere il nostro territorio e a promuovere la cultura come motore di sviluppo”, ha concluso.

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