Si è svolta venerdì sera in Umbria la seconda iniziativa del Partito Democratico regionale, intitolata “Umbria, terra di mezzo – identità e innovazione per un nuovo modello di sviluppo sostenibile”, nell’ambito di un ciclo di incontri dedicati al futuro economico e produttivo della regione. L’appuntamento, promosso dal Pd Umbria, ha riunito rappresentanze sindacali, organizzazioni datoriali, professionisti e accademici per analizzare criticità strutturali e prospettive di rilancio del territorio.
Ad aprire i lavori è stata una tavola rotonda che ha visto la partecipazione di Cgil, Cisl, UIL, Legacoop, CIA, CNA, Confapi e dell’Ordine degli avvocati. Dal confronto è emersa una lettura condivisa delle principali fragilità regionali, con particolare riferimento alla bassa produttività e alla crisi demografica, indicate come fattori che costituiscono un blocco strutturale allo sviluppo dell’Umbria. Nel corso del dibattito è stato proposto anche un gioco di ruolo, durante il quale le rappresentanze hanno simbolicamente invertito le proprie posizioni, con i sindacati chiamati a interpretare le organizzazioni datoriali e viceversa, per stimolare una comprensione reciproca delle rispettive esigenze.
La seconda parte dell’iniziativa ha visto l’intervento di Giulio Buciuni, docente di imprenditorialità al Trinity College di Dublino e autore dei volumi “Periferie competitive” e “Innovatori outsider”. Nel suo contributo, Buciuni ha evidenziato come il modello manifatturiero tradizionale risulti oggi superato dagli eventi, sottolineando la necessità di accompagnare i territori industriali verso una transizione basata sulla conoscenza. Secondo il docente, lo sviluppo passa dalla costruzione di ecosistemi imprenditoriali orientati all’aggregazione e all’innovazione, trainati da imprese plug-in capaci di innestare nuovi processi e modelli di business all’interno delle filiere produttive esistenti.
Nel dibattito è intervenuto anche il segretario regionale del Partito Democratico, Damiano Bernardini, che ha rimarcato l’esigenza di elaborare una visione strategica per l’Umbria come territorio di cerniera, in grado di attrarre risorse, imprese e talenti. Bernardini ha spiegato che, per dare seguito alle sfide emerse, il Pd regionale costituirà un gruppo di lavoro incaricato di elaborare un documento programmatico sul nuovo modello di sviluppo dell’Umbria.
Il documento, secondo quanto annunciato, verrà presentato pubblicamente e successivamente consegnato alla presidente della Regione Stefania Proietti e all’assessore De Rebotti, con l’obiettivo di contribuire al confronto istituzionale sulle politiche di crescita. Tra le iniziative che il Partito Democratico intende promuovere figura la costituzione di un incubatore per startup, realizzato con la collaborazione di professionisti e imprenditori, pensato per accompagnare una nuova generazione di imprenditori umbri.
Nel quadro delle proposte illustrate, è stata inoltre indicata la volontà di avanzare la realizzazione di un ecosistema umbro della robotica, concepito per aggregare fornitori qualificati e competenze complementari, unendo le diverse specializzazioni presenti sul territorio. L’obiettivo dichiarato è favorire la produzione di nuova conoscenza e lo sviluppo di soluzioni tecnologiche a maggiore valore aggiunto, rafforzando la competitività regionale.