Giustizia, il Movimento 5 stelle avvia dall’Umbria la campagna per il No

A Perugia e Terni la prima iniziativa nazionale contro la riforma della giustizia in vista del referendum del 22 e 23 marzo

Parte dall’Umbria la campagna nazionale del Movimento 5 stelle per il no al referendum sulla riforma della giustizia, con una prima iniziativa pubblica che si è svolta a Perugia e che proseguirà nel pomeriggio a Terni. L’appuntamento segna l’avvio di un tour che, nei prossimi giorni, toccherà diverse città italiane, da nord a sud, con l’obiettivo di informare i cittadini sulle ragioni dell’opposizione a una riforma ritenuta dai promotori lesiva dell’autonomia e dell’indipendenza della magistratura.

Al centro dell’incontro, la critica a un intervento normativo che, secondo i rappresentanti pentastellati, rischia di compromettere l’equilibrio tra i poteri dello Stato, esponendo la giustizia a possibili ingerenze politiche. Un tema che, come sottolineato dagli organizzatori, non ha solo una dimensione politica ma anche un forte rilievo tecnico e costituzionale.

All’iniziativa di Perugia sono intervenuti i parlamentari Federico Cafiero De Raho, Emma Pavanelli e Alfonso Colucci, affiancati dal costituzionalista Mauro Volpi, chiamato a illustrare gli aspetti giuridici della riforma. “Le motivazioni del no non sono solo politiche ma anche tecniche”, ha dichiarato la parlamentare umbra Pavanelli, evidenziando come le modifiche proposte incidano sull’assetto complessivo dell’ordinamento giudiziario.

Secondo Cafiero De Raho, uno dei punti critici riguarda il ruolo del magistrato come garanzia per il cittadino. “Tradizionalmente la garanzia del cittadino è il magistrato, autonomo e indipendente”, ha affermato, aggiungendo che tale autonomia è strettamente legata all’esistenza di un ordine giudiziario unitario, voluto dal costituente per assicurare un equilibrio tra potere esecutivo, legislativo e giudiziario. “Nel momento stesso in cui il Csm viene indebolito e l’ordine giudiziario viene spaccato, questo diventa molto più debole”, ha spiegato, sottolineando le possibili ricadute sulla tutela dei cittadini, in particolare nei confronti dei centri di potere.

Anche Alfonso Colucci ha definito la riforma “sbagliata”, sostenendo che essa indebolisce la magistratura rispetto al potere dell’esecutivo. Nel suo intervento ha ribadito il principio costituzionale secondo cui chi ricopre cariche pubbliche è soggetto a obblighi ulteriori rispetto ai cittadini comuni. “L’idea che se si hanno i voti e si è stati eletti dal popolo allora si è al di sopra della legge è totalmente inaccettabile”, ha dichiarato, richiamando il principio dell’uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge e respingendo l’ipotesi di una giustizia a due velocità.

Il tema dell’informazione ai cittadini è stato indicato come centrale anche in vista delle date del referendum, fissate per il 22 e 23 marzo. Colucci ha criticato l’“accelerazione” impressa dal governo sul calendario, sottolineando la necessità di garantire un dibattito pubblico approfondito. Da qui la scelta del Movimento di organizzare una serie di incontri territoriali per consentire un voto consapevole.

Nel corso dell’iniziativa, Emma Pavanelli ha annunciato che seguiranno altri eventi pubblici in tutta Italia, con ulteriori appuntamenti previsti anche in Umbria. L’obiettivo dichiarato è raggiungere un pubblico ampio, non limitato agli elettori del Movimento 5 stelle, anche alla luce del fatto che per questo referendum non è previsto il quorum. “I cittadini vogliono una giustizia che funziona – ha concluso – e questo referendum non riguarda il funzionamento della giustizia, ma modifica gli equilibri tra Stato e giustizia, affidandola alla politica di turno”.

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