Nei giorni scorsi, i Precari Uniti CNR Umbria hanno lanciato un appello urgente alle istituzioni locali, territoriali e ai rappresentanti politici regionali, sollecitando un intervento immediato per evitare la dispersione di competenze e investimenti strategici che la regione non può permettersi di perdere. Questo appello è motivato dal rischio che i contratti di circa 50 precari impiegati in sei istituti del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) in Umbria scadano entro la fine del 2025, con gravi conseguenze per il futuro della ricerca e delle emergenze ambientali e idrogeologiche. Una vicenda per la quale erano già scesi in presidio.
Gli istituti coinvolti e le aree di ricerca
Gli istituti che operano in Umbria sotto il CNR sono il IBBR, ISAFoM, IRPI, IRET, SCITEC e IOM, settori che si occupano di ambiti cruciali come protezione idrogeologica, gestione degli ecosistemi, bioeconomia, biodiversità, agro-forestale, chimica avanzata, innovazione tecnologica e supporto alle imprese locali. La perdita di personale qualificato e la sospensione di linee di ricerca pluriennali avrebbero effetti immediati sul settore, riducendo la capacità di risposta a emergenze ambientali e indebolendo le reti di collaborazione tra università, imprese e istituzioni. Gli investimenti pubblici già effettuati rischiano di essere vanificati.
Le richieste dei Precari Uniti CNR
Di fronte a questa situazione, i Precari Uniti CNR Umbria hanno chiesto l’intervento delle istituzioni locali per garantire la stabilizzazione del personale precario e il rafforzamento della ricerca pubblica. Le richieste specifiche includono:
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Aumento degli stanziamenti per la ricerca pubblica.
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Fondi per stabilizzare il personale che ha maturato i requisiti della Legge Madia (art. 20, commi 1 e 2).
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Tutela per chi ha maturato anzianità ma non rientra nei criteri attuali.
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Progettualità a lungo termine con percorsi di carriera chiari, trasparenti e stabili.
Queste istanze sono state presentate formalmente in una mozione in Consiglio Regionale, proposta dalla Consigliera PD Letizia Michelini, discussa e approvata all’unanimità durante la seduta dell’11 dicembre 2025.
Incontri con le istituzioni
Durante una pausa nella seduta consiliare, una delegazione dei Precari Uniti CNR è stata ricevuta dal Vice Presidente della Giunta Regionale, Tommaso Bori, e dalla Presidente dell’Assemblea Legislativa della Regione Umbria, Sarah Bistocchi, che hanno espresso sostegno alle legittime rivendicazioni dei precari, riconoscendo il loro ruolo fondamentale per il progresso scientifico e ambientale del Paese e della regione. La delegazione ha anche incontrato il Consigliere Regionale Andrea Romizi (Forza Italia) e il Consigliere Comunale di Perugia Edoardo Gentili (Forza Italia), che hanno mostrato attenzione e disponibilità a sostenere le richieste.
Il futuro della ricerca pubblica in Umbria
I Precari Uniti CNR hanno dichiarato che senza un intervento tempestivo, l’Umbria rischia di vedere disperse competenze e investimenti cruciali sviluppati negli ultimi anni. Per i rappresentanti dei Precari Uniti, è fondamentale che Regione e Comuni agiscano ora per sostenere la ricerca pubblica, proteggendo così il futuro scientifico, economico e ambientale del territorio umbro.
Il gruppo chiede quindi un sostegno forte e tempestivo, affinché la ricerca pubblica in Umbria possa continuare a svilupparsi, garantendo così il capitale umano qualificato necessario per affrontare le sfide future.