La Corte dei Conti, la Regione Umbria, l’Arpa e la Giunta regionale sono al centro dello scontro politico sul Rendiconto 2024.Un bilancio che ha certificato come la precedente giunta abbia finanziato irregolarmente Arpa con i fondi della sanità
Secondo i consiglieri regionali di opposizione Enrico Melasecche e Donatella Tesei (Lega Umbria), Eleonora Pace, Matteo Giambartolomei e Paola Agabiti (Fratelli d’Italia), Laura Penazza e Andrea Romizi (Forza Italia) e Nilo Arcudi (TP-Uc) tuttavia, la presidente Stefania Proietti non avrebbe accantonato gli 8 milioni e 291 mila euro ritenuti necessari per far fronte ai potenziali impegni verso Arpa, determinando come conseguenza una parziale parificazione del capitolo di spesa, certificata oggi dalla magistratura contabile. Un passaggio che, a loro giudizio, evidenzia una grave criticità nella gestione del bilancio regionale.
I consiglieri sottolineano come, per l’esercizio 2023, la Corte dei Conti abbia invece riconosciuto l’operato della precedente Giunta Tesei, che avrebbe accantonato circa 14 milioni di euro a copertura di possibili obblighi verso Arpa, garantendo così la solidità dei conti regionali. Una scelta definita “responsabile e lungimirante”, che avrebbe messo in sicurezza il bilancio.
Nel mirino dell’opposizione c’è in particolare l’approvazione del Rendiconto 2024, avvenuta il 24 luglio 2025 in Consiglio regionale con il voto contrario delle minoranze. Secondo i firmatari della nota, già in quella sede l’opposizione aveva segnalato la necessità di procedere all’accantonamento degli 8 milioni di euro per Arpa, indicazione che oggi – affermano – trova conferma nelle valutazioni della Corte dei Conti. La Giunta regionale, invece, avrebbe scelto di destinare l’intero avanzo all’incremento del Fondo crediti di dubbia esigibilità legato al payback dei dispositivi medici, con l’effetto di un “cospicuo assorbimento di risorse” in un settore che, sempre secondo la Corte, non presentava emergenze di bilancio.
L’opposizione contesta anche la narrazione politica che, a loro dire, avrebbe accompagnato questa scelta, parlando di un presunto buco nei conti della sanità per giustificare l’aumento della pressione fiscale sugli umbri. Al contrario, i consiglieri evidenziano come la pronuncia della Corte dei Conti abbia fatto “chiarezza” sulla vicenda, distinguendo nettamente tra le responsabilità delle diverse amministrazioni.
Viene inoltre rivendicata l’azione normativa della Giunta Tesei, che nel 2024 avrebbe approvato una legge regionale per separare in modo chiaro le risorse destinate alla sanità da quelle per le altre funzioni ambientali di Arpa, superando criticità risalenti a una normativa del 1998 e garantendo – secondo l’opposizione – la piena conformità alle regole di finanza pubblica. Una scelta che, sempre secondo i firmatari, consentirebbe oggi alla Regione di disporre di risorse aggiuntive da destinare al sistema sanitario.
I consiglieri definiscono infine “imbarazzante e fuori luogo” il tentativo della presidente Proietti di attribuire alla precedente amministrazione le responsabilità del Rendiconto 2024, ricordando che il documento è stato predisposto, presentato e approvato dall’attuale maggioranza di centrosinistra senza prevedere l’accantonamento per Arpa.