L’economia umbra si trova attualmente in una fase di “forte incertezza economica e sociale”, con segnali di “stagnazione strutturale” che preoccupano il settore delle costruzioni e, più in generale, l’intero sistema regionale. Questo è quanto emerge dal Report 2025 redatto da Ance Perugia, l’associazione dei costruttori umbri, che ha presentato i risultati del suo studio in occasione dell’annuale assemblea. Il documento è stato illustrato dal presidente di Ance Perugia, Giacomo Calzoni, e dall’analista Alfredo Martini (The Sign Comunicazione), che ha tracciato un quadro preciso dell’andamento dell’economia e del settore delle costruzioni in Umbria.
La fase post-Pnrr rappresenta un momento cruciale per la regione, con gli investimenti in costruzioni in calo e l’occupazione rallentata. I dati mostrano che, dopo la stagione degli incentivi legati ai bonus edilizi e al Pnrr, il settore delle costruzioni, che fino a pochi anni fa ha sostenuto in modo significativo l’economia regionale, è ora alle prese con un “equilibrio instabile”. Il Pil umbro resta stagnante e il valore aggiunto della regione è tra i più bassi d’Italia. Secondo Martini, le costruzioni rappresentano ancora il 12,5% del Pil regionale, ma l’andamento negativo degli investimenti nel settore è allarmante, con una previsione di calo pari al -4,9% nel 2024 e -7,7% nel 2025.
Il gap infrastrutturale emerge come una delle principali criticità: il Report evidenzia la necessità di realizzare alcune opere strategiche, tra cui il completamento del Quadrilatero Umbria-Marche, il nodo stradale di Perugia, la superstrada E78 “Due Mari”, e la direttrice ferroviaria Orte-Falconara, che sono fondamentali per riportare l’Umbria al centro delle rotte strategiche nazionali. Tali interventi potrebbero favorire investimenti esterni, bilanciare i flussi turistici e commerciali tra il nord e il sud, e supportare le aree interne della regione, contribuendo così a limitare lo spopolamento.
Un’altra grande sfida è rappresentata dal patrimonio abitativo umbro, che viene definito come “scarso valore e depresso”. Ance Perugia evidenzia come il calo demografico, l’invecchiamento della popolazione e la crescente fuga dei cervelli siano tra le cause che limitano lo sviluppo di un mercato immobiliare dinamico. L’Umbria ha infatti perso oltre 41.000 residenti negli ultimi dieci anni, e nel 2024 si è registrato un aumento del 62% nella fuga di laureati verso l’estero.
Il presidente Calzoni ha espresso preoccupazione per il rischio di una nuova destrutturazione del settore, simile a quella che si è verificata dopo la crisi del 2008, e ha lanciato un appello per una strategia regionale condivisa. Ance Perugia chiede un tavolo di lavoro tra pubblico e privato, volto a elaborare una visione di medio-lungo periodo che permetta di integrare costruzioni, industria, logistica e aree periferiche, e a pianificare in modo congiunto le risorse disponibili, anche in vista della conclusione dei cantieri Pnrr.
L’associazione sottolinea l’urgenza di pianificare un Piano regionale per lo sviluppo sostenibile, che possa rispondere alle sfide imminenti e portare stabilità a un settore che ha rappresentato uno dei principali motori dell’economia umbra negli ultimi anni.
Convegno e proposte future
Nel pomeriggio del 29 novembre, in occasione della sua assemblea annuale, Ance Perugia ha organizzato un convegno dal titolo “Guardiamo al futuro: la consapevolezza – Oltre il Pnrr: criticità, sfide e opportunità“, dove il presidente Calzoni ha presentato ufficialmente il Report 2025, proponendo un percorso di confronto e collaborazione con le istituzioni e il sistema umbro. L’obiettivo è quello di elaborare un Piano strategico che unisca le risorse per sostenere lo sviluppo del territorio e promuovere il benessere sociale ed economico della regione.