Un blitz condotto all’alba di ieri nel carcere di Orvieto ha portato alla luce un traffico interno di sostanze stupefacenti e dispositivi elettronici vietati. L’azione è stata pianificata dopo che tra il personale penitenziario era emerso il sospetto di movimenti anomali tra alcuni detenuti. L’operazione ha sorpreso gli interessati nel momento del riposo, impedendo ogni tentativo di occultamento o distruzione delle prove.
Il sequestro: cellulari e droga in mano ai detenuti
Durante il controllo sono stati rinvenuti tre telefoni cellulari e un quantitativo definito “ingente” di sostanze stupefacenti, secondo quanto riferito in una nota dal Sappe, il sindacato autonomo di polizia penitenziaria. I dispositivi elettronici erano in uso a un detenuto italiano e a uno straniero, mentre la droga sarebbe stata nascosta da un noto spacciatore della provincia di Viterbo, attualmente detenuto a Orvieto per l’esecuzione di una sentenza definitiva.
Il materiale sequestrato è stato consegnato alle autorità competenti per gli accertamenti di laboratorio, al fine di determinare la tipologia esatta delle sostanze rinvenute e ricostruire i canali di introduzione all’interno dell’istituto penitenziario.
Le richieste del Sappe: punizioni esemplari e più controlli
Il sindacato di polizia penitenziaria Sappe ha reagito con fermezza, invocando provvedimenti disciplinari rigorosi per i detenuti coinvolti e auspicando il loro trasferimento in altri istituti. La sigla ha inoltre chiesto un rafforzamento delle misure di sicurezza e prevenzione, per evitare il ripetersi di episodi che mettono in crisi l’ordine interno e la sicurezza delle carceri.