Un grave episodio di violenza si è verificato nel perugino, dove un uomo di 45 anni, di origine albanese, ha minacciato la moglie sul luogo di lavoro con una pistola, chiedendole di tornare con lui entro dieci giorni. L’aggressore era già sottoposto a misure restrittive per i suoi comportamenti violenti, che includevano l’allontanamento dalla casa familiare e il divieto di avvicinamento. Dopo l’ultimo episodio, il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Perugia ha disposto l’aggravamento della misura cautelare, ponendo l’uomo agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico.
Un passato di minacce e persecuzioni
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, l’uomo aveva perseguitato la moglie per mesi, rendendo insostenibile la sua vita. Le minacce e le violenze verbali erano avvenute anche davanti ai figli, che hanno assistito a molte delle intimidazioni. La donna, esasperata, aveva deciso di interrompere il rapporto e lasciare la casa coniugale, trasferendosi dal fratello insieme ai figli. Questa decisione non era stata accettata dal marito, che aveva continuato a tormentarla con chiamate e messaggi incessanti, spesso inviati durante le ore notturne.
L’escalation di violenza
Il culmine della situazione si è registrato nei giorni scorsi, quando l’uomo si è presentato sul luogo di lavoro della moglie, armato di pistola. Non solo ha minacciato di morte la donna, ma ha anche rivolto intimidazioni al fratello di lei, colpevole di aver accolto la sorella e i nipoti nella sua abitazione.
In seguito a questo episodio, le autorità hanno deciso di inasprire le misure contro l’uomo. Durante la perquisizione effettuata per notificargli gli arresti domiciliari, sono stati rinvenuti un cacciavite e una dose di cocaina, oltre a emergere la sua reiterata condotta illegale, tra cui l’uso di un veicolo senza aver mai conseguito la patente.