Tesei-Proietti, è scontro sul Nodino. E il comitato del No rilancia: “Puntare su mobilità sostenibile”

Le due principali candidate alla presidenza della Regione sono su fronti opposti relativamente all'infrastruttura. In una nota, il Comitato Sciogliamo il Nodo ci mette il carico: "I dati Anas confermano che non ci sono vantaggi significativi sulla riduzione del traffico"

Anche in campagna elettorale – o forse sarebbe meglio dire soprattutto in campagna elettorale – il tema del Nodino di Perugia è ancora al centro dello scontro politico e civico. Quello politico è andato in onda nel salone di Confindustria Umbria  fra le principali due candidate alla presidenza della Regione, Donatella Tesei e Stefania Proietti.

Nodino si o no, è stato uno dei temi caldi del confronto  e per una curiosa coincidenza,  proprio il giorno stesso  un problema alla galleria della Pallotta ha tenuto bloccati sul Raccordo e sulla E45 quanti sono arrivati in auto a Perugia per assistere al dibattito.

Tesei infatti, rilancia:  “Per venire qui ci abbiamo messo due ore. Come risolviamo il problema? Con una funicolare?”. E  aggiunge: “So che ci vuole il tempo. Ma oggi abbiamo finanziamenti, abbiamo progetti e finanziamenti. Alcuni non sono totali, ma li troveremo”. Tutta l’opera costa oltre 800 milioni”. Proietti invece dice no al Nodino: “In base alle simulazioni Anas il Nodino abbatterebbe l’attuale flusso di traffico del 20%, a fronte di un costo lievitato “a 260 milioni, Un’opera che risolve solo se pensata come primo stralcio di un’opera completa, il Nodo che arrivi alla Pievaiola e a Castel Del Piano. Un’opera per la quale non ci sono le risorse”.

A cavalcare l’onda, qualche giorno dopo il confronto è il coordinamento Sciogliamo il Nodo di Perugia, rilanciando le parole della Proietti e prendendo come base il testo citato di Anas: “Con il solo scenario Nodino, non ci sono modificazioni di sorta sul raccordo autostradale Bettolle-Perugia, sia per leggeri che pesanti”I nuovi dati ANAS pubblicati nel progetto definitivo.Se parliamo invece di   Nodo, ovvero la bretella Collestrada-Corciano, sempre secondo le simulazioni Anas sui dati di traffico con riduzione del traffico di appena l’11 percento sul viadotto Volumni”, scrivono.

“Poniamo anche l’accento – prosegue la nota del comitato – sugli almeno 10 anni  che servono per realizzare quest’opera inutile per risolvere il traffico di Ponte San Giovanni, in cui i camion che usciranno dai cantieri posti a Collestrada e Ferriera, attraverseranno le arterie laterali alla superstrada tra Collestrada e Ponte San Giovanni per poi immettersi di nuovo  sul viadotto dei Volumni verso la cava individuata dal progetto definitivo.  Occorre considerare che il costo del primo tratto è stimato sui 505 milioni di euro e il secondo   tratto per i 15 chilometri necessari supererebbe i 1 miliardo di euro difficilmente reperibili”.

Il Comitato dunque auspica un cambiamento di rotta, “anche dell’impatto ambientale dell’opera” che prevederebbe nel tratto vincolato a Zona Speciale di Conversazione “la cancellazione della strada che conduce al Borgo medievale di Collestrada e il taglio di 4000 alberi trentennali nella stessa collina, grave danno a tutte le attività commerciali ed agrituristiche e culture di pregio che incidono sulla piana del Tevere nel tratto tra Ferriera e Madonna del piano”. L’invito è quello di puntare sulla mobilità sostenibile “limitando il più possibile il trasporto su gomma e dotando il capoluogo di una efficiente metropolitana urbana che metta in collegamento le vie ferroviarie esistenti con tecnologie moderne tipo Tram-Treno, anche con adeguate risorse che incentivino il cittadino all’uso della mobilità alternativa”

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