Criticità nelle carceri umbre: la visita del Procuratore Generale a Capanne

Sergio Sottani ha concluso la sua visita agli istituti penitenziari dell'Umbria, evidenziando il grave sovraffollamento e le difficoltà strutturali

Si sono concluse oggi le visite del Procuratore Generale di Perugia, Sergio Sottani, agli istituti penitenziari umbri, con l’ultimo incontro presso la Casa Circondariale di Perugia-Capanne. Durante la visita, Sottani ha incontrato il dirigente dell’istituto, il personale di Polizia Penitenziaria, quello delle aree sanitarie e trattamentali, oltre a una delegazione di detenuti, per fare il punto sulla situazione carceraria nella regione.

Il carcere di Perugia-Capanne ospita attualmente 461 detenuti, a fronte di una capienza regolamentare di 363 posti, che scende a 321 posti letto a causa della mancata attivazione del reparto S.A.I. (Servizio di Assistenza Intensificato). Questo sovraffollamento, superiore rispetto agli altri istituti di Spoleto, Terni e Orvieto, visitati precedentemente, rappresenta una delle principali criticità emerse. Nel carcere perugino, dove possono essere assegnati solo detenuti “comuni”, l’88% dei reclusi ha una posizione giuridica definitiva, mentre il 57% è di nazionalità straniera.

L’istituto registra una grave carenza di personale: mancano infatti 32 unità nella Polizia Penitenziaria rispetto a quelle previste. Sul fronte della sicurezza, dall’inizio dell’anno si sono verificati 86 episodi di autolesionismo, 24 tentativi di suicidio, e 32 aggressioni al personale di Polizia Penitenziaria. Questi numeri riflettono una situazione di grande tensione all’interno della struttura.

Un altro dato preoccupante riguarda la salute mentale e le dipendenze: 215 detenuti (46,63%) presentano problemi di tossicodipendenza e 89 (19,3%) soffrono di disturbi psichiatrici. Queste problematiche evidenziano la necessità di un intervento sanitario adeguato e di risorse specifiche per la gestione di tali casi, in linea con il recente protocollo firmato tra gli uffici giudiziari umbri e le Asl competenti.

A livello regionale, i numeri non sono meno preoccupanti. Gli istituti penitenziari dell’Umbria ospitano complessivamente 1.604 detenuti, a fronte di una capienza regolamentare di 1.339 posti letto, ridotti a 1.291, con un sovraffollamento del 24,24%. Anche qui, la maggioranza dei detenuti (83,1%) ha una posizione giuridica definitiva, mentre il 31% è di nazionalità straniera. Si registrano 452 detenuti con problemi di tossicodipendenza e 224 con disturbi psichiatrici.

Nel 2024, gli istituti umbri hanno registrato 217 episodi di autolesionismo, 43 tentativi di suicidio, un suicidio, e 41 aggressioni al personale di Polizia Penitenziaria, oltre a una aggressione verso altri operatori penitenziari. La carenza di personale della Polizia Penitenziaria, con 771 unità in servizio rispetto alle 831 previste, contribuisce a rendere ancora più critica la gestione delle strutture.

La visita del Procuratore Generale ha messo in luce una situazione carceraria complessa e piena di sfide, che richiede interventi urgenti per migliorare le condizioni di vita dei detenuti e di lavoro del personale, nonché per affrontare le criticità legate alla salute mentale e alle dipendenze.

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