Si allarga la vicenda della fuga di informazioni relative al ministro della difesa Guido Crosetto sulla quale sta indagando la Procura di Perugia.
Nessun dossieraggio specifico su personaggi istituzionali e politici ma una contestata attività di ricerca di informazioni a strascico che in molti casi non ha portato a niente. Lo testimonia il fatto che fra gli indagati ci sarebbero anche otto giornalisti, dei quali tre del quotidiano Domani, con l’accusa di accesso abusivo e rivelazione di segreti.
Questo è quanto emerge dalla procura in merito all’indagine che coinvolge Pasquale Striano, finanziere che era distaccato alla procura nazionale antimafia nel gruppo di lavoro che si occupava dello sviluppo delle Sos, le Segnalazioni di operazioni bancarie sospette, e da tempo trasferito. Indagato nello stesso fascicolo anche il magistrato antimafia Antonio Laudati.
La vicenda prende le mosse da una denuncia presentata da Crosetto in seguito alla pubblicazione di un articolo sul quotidiano Domani. L’articolo in questione metteva in luce i compensi ricevuti dall’attuale ministro per delle consulenze prestate a favore delle industrie Leonardo, attraverso le società di cui era parte prima del suo ingresso nel governo, elemento che ha scatenato le successive indagini.
L’indagine coordinata dal procuratore capo Raffaele Cantone punta a stabilire per quale fine sono state attinte le notizie riservate e inserite nella banca dati, con l’obiettivo di accertare eventuali illeciti.
La lista dei nomi coinvolti è lunga e vi figurerebbero i ministri Lollobrigida, Calderone, Pichetto Fratin e Urso, i sottosegretari Del Mastro e Fazzolari, il leader di Italia Viva Renzi, il rapper Fedez, il calciatore Cristiano Ronaldo, Olivia Paladino, compagna di Giuseppe Conte, Marco Carrai, Andrea Agnelli, l’allenatore della Juventus Massimiliano Allegri, e il presidente della Federcalcio Giuseppe Gravina. Sarebbero circa 800 gli accessi illegali sotto indagine.
La richiesta
Il procuratore nazionale antimafia Giovanni Melillo e quello di Perugia Raffaele Cantone hanno chiesto di essere sentiti dal Comitato di presidenza del Consiglio superiore della magistratura, dal presidente della Commissione parlamentare antimafia e da quello del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica hanno chiesto di essere auditi su queste vicende
Melillo e Cantone considerano “doveroso” chiedere di valutare “con l’urgenza del caso” la loro audizione. Questo per rendere nei limiti previsti dalla legge informazioni sulle vicende del presunto dossieraggio di esponenti politici e del mondo economico al centro di un’indagine della procura di Perugia. Audizioni che i magistrati considerano “necessarie alle valutazioni riservate” di Csm, Commissione antimafia e Copasir.
Le reazioni politiche
Intanto, le reazioni politiche non si sono fatte attendere. La Lega parla di “attacco alla democrazia ed alla Repubblica”, mentre per il capogruppo di Forza Italia al Senato, Maurizio Gasparri serve “un’ispezione profonda” sulla procura antimafia.
Il vicecapogruppo di FdI alla Camera Manlio Messina definisce l’azione un “dosseraggio scandaloso ed illegale.Sono metodi da Unione Sovietica, non a caso i politici del Pd e del Movimento 5 stelle non sono state vittime degli spioni e dei dossieraggi creati ad arte da certa stampa spazzatura”.