A Perugia, si avvicina il ballottaggio per la poltrona di sindaco tra Margherita Scoccia (centrodestra) e Vittoria Ferdinandi (centrosinistra), previsto per domenica. La coalizione che sostiene Margherita Scoccia ha adottato una retorica di “noi o loro”, descrivendo le elezioni come uno “spartiacque per la città”. Secondo questa visione, da una parte ci sarebbero “l’ideologia estremista, superata da secoli” e “le anime, i sogni e i presunti diritti alla felicità”; dall’altra, “la responsabilità” e i “progetti milionari e gli investimenti che hanno restituito ricchezza e fiducia”. Il ballottaggio è visto come un voto che “cambierà profondamente il destino della nostra città e della nostra comunità”, paragonato a un giorno del giudizio tra “estremismo e responsabilità” e “favole contro progetti reali”.
La risposta di Vittoria Ferdinandi
Vittoria Ferdinandi ha risposto affermando che “la destra continua a promuovere una campagna elettorale fatta di strumentalizzazioni e delegittimazioni dell’avversario, provando a schiacciarci su posizioni estremiste che sono solo frutto di fantasia strumentale.” Ferdinandi ha criticato la destra per non riflettere sul perché i cittadini abbiano espresso un giudizio così negativo sulla giunta uscente, non rinnovando la fiducia a metà degli assessori, ma continuando invece ad attaccare, come se da una parte ci fossero i sogni e dall’altra solide realtà.
Sfida sul piano cattolico
La candidata del centrodestra ha coinvolto le associazioni e i movimenti ecclesiali in una serie di incontri “a porte chiuse”, invitando tramite messaggi WhatsApp (messaggi che sarebbero arrivati anche a anche elettori e candidati di centrosinistra). Nei messaggi si parlava di un “momento di confusione per chi è sensibile ai nostri temi”. Il gruppo si sarebbe ritrovato ieri sera al campo di Castel del Piano.
Parte del mondo cattolico, soprattutto alcuni intellettuali, ha reagito alla dicotomia bene-male con una lettera firmata da vari esponenti. “Noi, che abbiamo finora mantenuto un basso profilo per rispetto istituzionale, sentiamo il dovere di reagire con sdegno alle accuse false ed ingiuste che la destra sta gettando sulla candidata Vittoria Ferdinandi,” affermano i firmatari. Tra questi, Gianfranco Maddoli, l’ex senatore Pierluigi Castellani, Paolo Montesperelli, docente dell’Università di Roma La Sapienza e Mario Roych, già responsabile del servizio studi Crures, già dirigente della Provincia di Perugia, già segretario provinciale della Democrazia cristiana.
La lettera difende Ferdinandi, accusata di sostenere la gestazione per altri e di essere contraria alla genitorialità naturale. “Senza abbassarci al livello squallido di chi tenta di suscitare crociate, riteniamo sia ora dovere delle persone per bene ricordare che costoro hanno del tutto sbagliato bersaglio,” affermano. La candidata , viene ricordato, ha fondato il ristorante Numero Zero, che ha dato opportunità di inserimento sociale e lavorativo a giovani con problemi di salute mentale, meritandosi il titolo di Cavaliere al Merito conferito dal Presidente Mattarella. “Chiediamo pertanto alle perugine e ai perugini di ricordare queste parole di apprezzamento,” concludono gli intellettuali