Immigrazione, Zuppi a Perugia: “Stranieri non problema ma ricchezza”

All'Università per Stranieri convegno alla presenza del presidente della Conferenza Espiscopale Italiana: "Se non stanno in pace gli altri, non possiamo starci noi"

Matteo zuppi e de cesaris

Il dibattito sull’immigrazione, spesso intriso di retorica bellicosa e di concetti quali “invasione” e “sbarchi massicci”, ha trovato a Perugia, nella prestigiosa cornice dell’aula magna di Palazzo Gallenga, un palcoscenico per una narrazione diversa, incentrata sui diritti umani e sulla solidarietà. L’evento, promosso da Università per Stranieri di Perugia, Accademia Focus e Fondazione Don Lorenzo Milani, con il titolo “L’Immigrazione alla Luce dei Diritti Umani”, si è posto come momento di svolta nel dialogo su una delle questioni più complesse e urgenti del nostro tempo.

La giornata è iniziata con l’intervento di Valerio De Cesaris, rettore dell’Ateneo, il quale ha messo in luce come il linguaggio corrente sull’immigrazione si colori spesso di toni da conflitto armato, trascurando la dimensione umana e la sofferenza di chi è costretto a lasciare il proprio paese. “Parliamo di donne, bambini, anziani o indigenti che fuggono da guerre, miseria e carestie”, ha sottolineato De Cesaris, invitando a un cambio di prospettiva.

Il messaggio è stato ulteriormente rafforzato dall’intervento di Pietro Bartolo, eurodeputato noto per il suo impegno a Lampedusa, che da Bruxelles ha ricordato l’importanza di garantire “rispetto, solidarietà e accoglienza” nei confronti dei migranti. Bartolo ha enfatizzato la necessità di politiche mirate all’ampliamento dei canali legali di immigrazione, per combattere il traffico di esseri umani e promuovere un’accoglienza dignitosa.

La sessione pomeridiana ha visto la partecipazione del cardinale Matteo Zuppi, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, che ha esplorato la questione migratoria da una doppia angolazione: quella dei diritti umani e quella dei doveri, sia politici che civili, nei confronti dei migranti. Ha ricordato la risposta europea all’inizio del conflitto ucraino, evidenziando come sia possibile gestire l’accoglienza in modo efficace e umano. “Se non stanno in pace gli altri, non possiamo stare in pace neppure noi”, ha affermato Zuppi, “Poiché tutti siamo chiamati ad impegnarci per la pace e per chi, meno fortunato di noi, vive nella miseria e nell’insicurezza. E l’Europa – tutta l’Europa – deve fare la sua parte”

Infine, il Cardinale ha elogiato il ruolo dell’Università per Stranieri di Perugia come luogo di incontro e di scambio culturale, dove il concetto di “straniero” diventa sinonimo di ricchezza e dialogo, ribadendo l’importanza dell’istruzione e della conoscenza nel superare pregiudizi e barriere.

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