Liste d’attesa, le Usl dell’Umbria: “Nessun aumento dei tetti al privato accreditato”

Le Aziende Usl Umbria 1 e Usl Umbria 2 chiariscono: per il 2026 la spesa ordinaria resta ferma al 2024, mentre le risorse straordinarie servono a recuperare le attese oltre i tempi massimi

Le direzioni delle Aziende Usl Umbria 1 e Usl Umbria 2 intervengono nel dibattito sulle liste d’attesa con un comunicato congiunto, per riportare il confronto sui dati e sui provvedimenti adottati. Le due aziende sanitarie, insieme alla Regione Umbria, precisano che per il 2026 i tetti ordinari di spesa per il privato accreditato non crescono rispetto al 2024 e che non esiste alcuna contrapposizione tra pubblico e privato. Le risorse aggiuntive, spiegano, riguardano esclusivamente il recupero delle attese di chi ha già superato i tempi previsti.

Tetti ancorati al consuntivo 2024

Il punto di partenza indicato dalle aziende è la natura del Servizio sanitario regionale, che resta pubblico nella programmazione, nel finanziamento, nelle regole di accesso e nei controlli. Quando la normativa lo prevede, il sistema si avvale anche delle strutture private accreditate per garantire le prestazioni. Il comunicato ribadisce “con assoluta chiarezza” che anche per il 2026 i tetti ordinari per il privato accreditato restano ancorati al consuntivo 2024, come stabilito dalla programmazione regionale e dal quadro normativo di riferimento.

Secondo Usl Umbria 1 e Usl Umbria 2, questo significa che non c’è una scelta di espandere indiscriminatamente la spesa ordinaria verso le strutture private. Gli accordi si sviluppano infatti entro un perimetro economico definito, con regole e limiti precisi.

Risorse straordinarie per i Percorsi di tutela

Diverso è il discorso sui fondi destinati al recupero delle liste d’attesa. Si tratta di finanziamenti specifici che permettono di garantire prestazioni ai cittadini che hanno già superato i tempi massimi previsti e che sono inseriti nei Percorsi di tutela. È in questo ambito che si collocano gli interventi delle due aziende sanitarie umbre.

Per la Usl Umbria 1 sono stati programmati 615 mila euro. Di questi, circa 215 mila derivano da risorse residue già destinate al recupero delle attese e 400 mila dal fondo regionale 2026. Per la Usl Umbria 2 è stata avviata una procedura per un importo potenziale massimo di 600 mila euro: l’assegnazione avviene in modo progressivo e al ricorrere delle condizioni previste.

Le aziende sottolineano che “non si tratta di risorse sottratte alla sanità pubblica per finanziare il privato”, ma di strumenti con cui il Servizio sanitario regionale acquista prestazioni per rispondere ai bisogni dei propri assistiti.

Rafforzare il pubblico e usare il privato non sono scelte incompatibili

Il comunicato invita a superare l’idea che il rafforzamento del pubblico e l’utilizzo, quando necessario, della capacità produttiva del privato accreditato siano alternative. La priorità delle aziende sanitarie resta investire nell’organizzazione delle strutture pubbliche, valorizzare i professionisti, utilizzare pienamente le tecnologie disponibili, aumentare la capacità produttiva e migliorare l’appropriatezza delle prescrizioni.

Questi interventi, osservano le Usl, sono indispensabili per costruire una risposta strutturale e duratura, ma non possono essere contrapposti alla necessità di fornire subito una prestazione a chi è in attesa. Il testo cita come esempi una visita specialistica, una risonanza magnetica o un esame diagnostico, per i quali il cittadino ha bisogno di una risposta appropriata, tempestiva e garantita dal Servizio sanitario, non di una disputa sulla natura giuridica della struttura.

Un problema complesso che riguarda tutto il sistema nazionale

Le aziende ricordano che le liste d’attesa rappresentano un problema che “non nasce oggi” e che interessa l’intero sistema sanitario nazionale. Non esistono, affermano, soluzioni semplici né un unico strumento in grado di risolverlo: servono interventi strutturali, capacità organizzativa, appropriatezza e la possibilità di utilizzare, nel rispetto delle regole, tutte le risorse disponibili.

Il confronto sui risultati misurabili

Usl Umbria 1 e Usl Umbria 2 si dichiarano consapevoli che il lavoro da fare sia ancora molto e che i risultati vadano misurati concretamente. Ritengono quindi corretto confrontarsi sulle prestazioni effettivamente erogate, sui tempi di accesso, sulla produttività delle strutture pubbliche e sulla capacità di garantire una risposta uniforme nei diversi territori. Il confronto pubblico è definito legittimo, ma le contrapposizioni tra pubblico e privato, precisa il comunicato, non devono trasformarsi in una distrazione rispetto al diritto dei cittadini a essere curati.

La sfida indicata dalle aziende è costruire un Servizio sanitario pubblico più forte, capace di programmare, governare e integrare le diverse capacità erogative, mantenendo al centro equità, universalità e qualità dell’assistenza. L’obiettivo finale, concludono, è ridurre le liste d’attesa.

Redazione

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