Truffa del finto Carabiniere contro anziana poi fuga lungo la E45: fermati a Piscille

Una donna di 78 anni è stata raggirata con la falsa storia di una rapina in gioielleria compiuta utilizzando l'auto del marito. I Carabinieri hanno intercettato i presunti responsabili nei pressi della galleria Piscille, recuperando denaro e gioielli.

Truffa del finto carabiniere a Umbertide, due giovani di 21 anni arrestati dopo aver sottratto denaro e gioielli a un’anziana di 78 anni. L’operazione è stata condotta dai Carabinieri delle Stazioni di Umbertide e Ponte San Giovanni, che hanno intercettato i presunti responsabili lungo la superstrada E45, nei pressi della galleria Piscille, mentre si allontanavano dopo il raggiro. I due sono stati arrestati in flagranza per l’ipotesi di truffa aggravata in concorso, grazie alla tempestiva segnalazione dei militari di Umbertide e al coordinamento tra i reparti del Comando Provinciale di Perugia. L’intera refurtiva, composta da 325 euro in contanti e diversi monili in oro e argento, è stata recuperata e restituita alla proprietaria.

La vicenda ha avuto inizio con una telefonata ricevuta dalla pensionata, durante la quale un uomo si è presentato falsamente come appartenente all’Arma dei Carabinieri, raccontando una vicenda giudiziaria che avrebbe coinvolto il marito.

Un espediente studiato per spaventare la vittima e convincerla a consegnare i propri beni a un presunto incaricato delle forze dell’ordine.

La falsa rapina in gioielleria e la telefonata all’anziana

Il raggiro è stato costruito attorno a una notizia completamente inventata. Il sedicente carabiniere ha comunicato alla 78enne residente a Umbertide che l’automobile del marito sarebbe stata utilizzata per commettere una rapina ai danni di una gioielleria.

Una circostanza che, secondo il racconto del truffatore, avrebbe reso necessari alcuni accertamenti urgenti per escludere il coinvolgimento della coppia nell’episodio criminoso.

L’uomo ha quindi annunciato l’arrivo presso l’abitazione di un collega, incaricato di controllare i gioielli e il denaro contante custoditi in casa.

La richiesta è stata presentata come una normale procedura investigativa, sfruttando l’apparente autorevolezza dell’interlocutore e la preoccupazione provocata dalla falsa accusa.

La donna, turbata dalla notizia e convinta di parlare con un vero appartenente alle forze dell’ordine, ha seguito le indicazioni ricevute, raccogliendo i propri oggetti preziosi e il denaro disponibile.

Poco dopo, un uomo si è effettivamente presentato alla sua porta, fingendo di dover effettuare le verifiche precedentemente annunciate al telefono.

Gioielli e denaro sottratti durante il controllo fasullo

Una volta entrato in contatto con la pensionata, il falso incaricato ha chiesto di visionare i beni che la donna aveva preparato.

La vittima gli ha mostrato monili in oro e argento e denaro contante, ritenendo che il controllo fosse necessario per chiarire la presunta vicenda della rapina.

Il truffatore ha quindi approfittato di un momento di distrazione della donna per impossessarsi dei preziosi e dei soldi.

Subito dopo si è allontanato rapidamente dall’abitazione, salendo a bordo di un’automobile utilizzata per la fuga.

Il piano prevedeva dunque due momenti distinti: prima la telefonata intimidatoria, con la quale era stata costruita la falsa emergenza, e successivamente la visita a domicilio per sottrarre materialmente i beni.

Il meccanismo rientra nella tipologia di truffe agli anziani con il metodo del finto carabiniere, nelle quali i responsabili si spacciano per rappresentanti delle istituzioni e inventano situazioni di pericolo o problemi giudiziari per ottenere denaro e oggetti di valore.

La fuga sulla E45 e il blocco vicino alla galleria Piscille

La segnalazione raccolta dai Carabinieri di Umbertide ha consentito di individuare rapidamente elementi utili per risalire all’automobile utilizzata dai presunti truffatori.

Le informazioni sono state immediatamente condivise con le Compagnie Carabinieri del Comando Provinciale di Perugia, permettendo di organizzare una serie di controlli lungo le principali vie di comunicazione.

L’attenzione dei militari si è concentrata sulla SS E45, individuata come possibile percorso di fuga dei due giovani.

La rapidità dello scambio informativo tra i reparti si è rivelata determinante per intercettare il veicolo prima che i sospettati riuscissero ad allontanarsi ulteriormente.

Un equipaggio della Stazione Carabinieri di Ponte San Giovanni ha infatti individuato l’automobile mentre percorreva la superstrada e ha proceduto a fermarla in sicurezza nei pressi della galleria Piscille.

A bordo si trovavano i due giovani di 21 anni, successivamente sottoposti agli accertamenti dei militari.

Recuperati 325 euro e i preziosi rubati alla pensionata

Durante le perquisizioni personali e del veicolo, i Carabinieri hanno rinvenuto 325 euro in contanti e diversi gioielli in oro e argento, risultati corrispondenti ai beni sottratti alla donna.

Il ritrovamento ha consentito di recuperare l’intera refurtiva, evitando che i preziosi venissero dispersi o ceduti a terzi.

Al termine degli accertamenti, i due ventunenni sono stati arrestati in flagranza di reato per l’ipotesi di truffa aggravata commessa in concorso.

Dopo le formalità di rito, entrambi sono stati accompagnati presso la Casa Circondariale di Perugia, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

I Carabinieri hanno inoltre provveduto alla restituzione integrale del denaro e dei gioielli alla legittima proprietaria, permettendo alla pensionata di rientrare in possesso di quanto le era stato sottratto.

Le responsabilità penali dei due giovani dovranno essere accertate nel corso del procedimento giudiziario, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza.

L’appello dei Carabinieri contro le truffe agli anziani

A seguito dell’operazione, l’Arma dei Carabinieri ha rinnovato l’invito alla prudenza, rivolgendosi in particolare alle persone anziane e ai loro familiari.

Le truffe realizzate attraverso false qualifiche istituzionali fanno spesso leva sulla paura e sull’urgenza, utilizzando racconti di incidenti, rapine o presunti coinvolgimenti di familiari in vicende giudiziarie.

Nel caso di Umbertide, i responsabili hanno sfruttato proprio una falsa indagine per una rapina in gioielleria, inducendo la donna a mostrare i propri beni a una persona sconosciuta.

I Carabinieri ricordano che nessun appartenente alle forze di polizia chiede denaro o gioielli per risolvere questioni giudiziarie o familiari.

In presenza di telefonate sospette o richieste di consegna di oggetti preziosi, l’indicazione è quella di interrompere immediatamente il contatto e chiamare il Numero Unico di Emergenza 112, senza seguire le istruzioni ricevute da persone che dichiarano di appartenere alle forze dell’ordine.

Redazione

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