I Nas dell’Umbria, il nucleo dei carabinieri per la tutela della salute guidato dal tenente colonnello Sergio Riccardi, hanno ispezionato nel corso dell’estate 98 piscine nelle province di Perugia e Terni. Il bilancio è di 44 strutture non conformi, pari a circa il 45% del totale, quasi un impianto su due. La campagna di verifiche è partita dopo l’indicazione del ministero della Salute e in seguito agli incidenti registrati nei mesi estivi. I controlli, inoltre, potrebbero proseguire anche nella stagione autunno-inverno. Ne riferisce Il Messaggero
Non solo piscine pubbliche: la platea dei controlli
Gli accertamenti non si sono limitati agli impianti sportivi o comunali. I militari hanno esteso le verifiche alle piscine di parchi acquatici, camping, villaggi turistici, alberghi e agriturismi, ampliando di fatto lo spettro delle strutture ricettive e di svago controllate sul territorio regionale.
L’episodio più grave riguarda un impianto della provincia di Terni, per il quale è scattata la chiusura. La struttura era priva dell’autorizzazione necessaria: dal punto di vista documentale, una piscina completamente abusiva.
Le irregolarità più frequenti
Tra le violazioni riscontrate più spesso dagli uomini del comandante Riccardi figurano tre inadempienze principali:
- l’omessa effettuazione dei controlli sui campioni d’acqua prima dell’apertura dell’impianto al pubblico;
- la mancata comunicazione alla Asl competente dell’apertura della piscina, adempimento da effettuare almeno trenta giorni prima del primo utilizzo;
- la mancata redazione e conservazione del Dvr, il Documento di valutazione dei rischi.
Il Documento di valutazione dei rischi
Il Dvr è un documento obbligatorio che serve a individuare i rischi presenti in un’attività. Nel caso delle piscine deve essere predisposto dal gestore e tarato sulle caratteristiche specifiche della struttura aperta al pubblico. Deve considerare i prodotti chimici impiegati per la disinfezione dell’acqua, come cloro, ipoclorito e acido cloridrico, il rischio di scivolamento nelle aree bagnate e quello di annegamento. Rientrano nella valutazione anche gli spazi confinati dei locali tecnici e il rischio biologico da Legionella.
Il documento deve inoltre essere aggiornato a ogni variazione significativa, per esempio delle condizioni di lavoro degli addetti. Le norme che regolano il settore integrano la disciplina igienico-sanitaria con obblighi specifici sulla qualità dell’acqua, sui parametri chimici e sulle caratteristiche strutturali degli impianti, elementi che incidono direttamente sul profilo di rischio per i lavoratori. Il quadro che ne deriva richiede una valutazione dei rischi settoriale e aggiornata. Nei 98 controlli, i Nas non hanno rinvenuto il Dvr oppure lo hanno trovato solo parzialmente aggiornato.
Il disegno di legge sulla sicurezza nelle piscine
L’intensificarsi delle verifiche si collega agli incidenti dell’estate e all’approvazione, il 30 luglio, in Consiglio dei ministri, di un disegno di legge quadro firmato dal ministro della Salute Orazio Schillaci e dal ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare Nello Musumeci. Il provvedimento ha l’obiettivo di garantire in modo uniforme su tutto il territorio nazionale salute e sicurezza nelle piscine.
Il testo introduce una classificazione delle strutture e definisce i requisiti di sicurezza, impiantistici, igienico-sanitari e gestionali. Prevede inoltre maggiori controlli, interni ed esterni, e sanzioni più severe. Tra le novità, è previsto l’obbligo per le piscine domestiche di dotarsi di appositi dispositivi di sicurezza per prevenire gli ingressi involontari in acqua.
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