Le imprese della pesca professionale del lago Trasimeno e le aziende di acquacoltura umbre potranno accedere a contributi destinati a compensare i maggiori costi sostenuti nel 2026. La Regione Umbria ha attivato una misura che prevede indennizzi fino al 100% delle spese ammissibili, con l’obiettivo di sostenere un comparto alle prese con l’aumento dei prezzi dell’energia, dei carburanti e delle materie prime.
Il provvedimento, promosso su proposta dell’assessora regionale alla Pesca Simona Meloni, utilizza le risorse del Programma nazionale Feampa 2021-2027, il Fondo europeo per gli affari marittimi, la pesca e l’acquacoltura.
Le domande possono essere presentate dall’8 al 27 ottobre 2026, esclusivamente tramite posta elettronica certificata. L’intervento riguarda gli incrementi dei costi riferiti al periodo compreso tra il 28 febbraio e il 31 dicembre 2026.
La misura arriva in una fase caratterizzata da difficoltà economiche per gli operatori del settore, sulle quali incidono anche le conseguenze delle tensioni internazionali e, nel caso del Trasimeno, le problematiche ambientali legate alla siccità .
Chi può partecipare al bando della Regione Umbria
Il sostegno economico è rivolto alle micro, piccole e medie imprese che operano nella pesca professionale nelle acque interne del Trasimeno e nel settore dell’acquacoltura.
Per le attività di pesca possono presentare domanda le imprese armatrici di imbarcazioni appartenenti al codice Ateco 03.1.
Per l’acquacoltura, invece, la misura interessa le aziende identificate dal codice Ateco 03.2.
Un requisito comune è la presenza di una sede legale oppure operativa in Umbria.
La Regione ha previsto criteri di calcolo distinti per le due tipologie di attività , considerando le differenti caratteristiche produttive e organizzative.
Secondo quanto comunicato, tutte le domande che risulteranno conformi ai requisiti previsti saranno indennizzate. L’effettivo importo spettante a ciascuna impresa sarà determinato applicando i parametri stabiliti dal bando.
Come vengono calcolati i contributi per i pescatori del Trasimeno
Gli indennizzi non saranno assegnati attraverso il semplice rimborso delle singole fatture presentate dalle imprese.
Il meccanismo individuato dalla Regione prevede l’utilizzo di costi standard unitari e coefficienti specifici, differenti per la pesca professionale e per l’acquacoltura.
Per le imprese che utilizzano imbarcazioni da pesca nelle acque interne del Trasimeno, il contributo sarà calcolato considerando due elementi principali: la potenza del motore, espressa in kilowatt, e il numero dei mesi di armamento.
Questi parametri serviranno a determinare l’importo riconoscibile secondo le modalità previste dalla misura.
Il sistema è stato concepito per compensare gli aumenti dei costi produttivi senza ricorrere a un rimborso indistinto delle spese sostenute.
La copertura potrà raggiungere il 100% dei maggiori costi ammissibili, nel rispetto delle condizioni stabilite dal programma di finanziamento.
Acquacoltura, indennizzi legati alla produzione commercializzata
Per le aziende di acquacoltura saranno utilizzati criteri diversi rispetto a quelli previsti per la pesca professionale.
Il calcolo del sostegno economico terrà conto della produzione propria commercializzata nel 2025 e dei mesi di attività dell’impresa.
La scelta di utilizzare i dati produttivi dell’anno precedente consente di definire un parametro di riferimento per le aziende beneficiarie.
La misura riguarda anche gli aumenti dei prezzi dei mangimi e delle materie prime, oltre a quelli energetici, che incidono sui costi di gestione degli impianti.
L’obiettivo è attenuare l’impatto economico dei rincari registrati nel 2026, contribuendo a sostenere la continuità delle attività produttive.
Gli importi saranno determinati secondo i coefficienti e le condizioni del bando, senza che il contributo possa superare i maggiori costi considerati ammissibili.
Domande via Pec entro il 27 ottobre e pagamenti in due fasi
Le imprese interessate dovranno presentare la richiesta di contributo entro il 27 ottobre 2026.
La finestra per l’invio delle domande è aperta dall’8 ottobre e la trasmissione deve avvenire esclusivamente tramite Pec.
Le informazioni disponibili non riportano l’indirizzo di posta elettronica certificata al quale inviare la documentazione. Le aziende dovranno quindi fare riferimento all’avviso ufficiale regionale per verificare il recapito e gli allegati richiesti.
L’erogazione degli indennizzi sarà articolata in due momenti.
La prima tranche riguarderà i maggiori costi relativi al periodo compreso tra il 28 febbraio e il 31 agosto 2026.
Il saldo, riferito ai mesi successivi fino al 31 dicembre, sarà invece liquidato nel 2027.
Gli aiuti potranno essere cumulati con altri contributi pubblici, anche quando riferiti agli stessi costi, purché la somma complessiva non superi il 100% delle spese ammissibili.
Confcooperative Umbria: un sostegno importante per la pesca professionale
Confcooperative Agroalimentare e Pesca dell’Umbria ha espresso una valutazione positiva sul provvedimento regionale.
L’organizzazione considera il bando una risposta alle difficoltà economiche affrontate dai pescatori professionali e dalle cooperative attive sul lago Trasimeno.
Secondo il presidente Massimo Sepiacci e il direttore Lorenzo Mariani, gli aumenti dei costi produttivi stanno incidendo sui bilanci delle imprese e sui redditi degli operatori.
La crescita dei prezzi di carburanti, energia e materie prime si aggiunge infatti alle difficoltà determinate dalla siccità , che continua a rappresentare una criticità per il territorio lacustre.
Confcooperative sottolinea inoltre che i rincari non trovano sempre un corrispondente riconoscimento nei prezzi di mercato.
Di conseguenza, una parte significativa degli aumenti rimane a carico delle aziende, comprimendone i margini economici.
Il contributo regionale viene quindi accolto favorevolmente, ma l’organizzazione ritiene necessario accompagnarlo con interventi capaci di affrontare le difficoltà strutturali del settore.
Trasimeno, il dragaggio delle darsene tra gli interventi richiesti
La questione economica si intreccia con quella delle condizioni ambientali e operative del lago Trasimeno.
Confcooperative richiama l’importanza degli interventi di dragaggio profondo delle darsene, considerati fondamentali per migliorare l’accessibilità e le condizioni di lavoro della pesca professionale.
Secondo l’organizzazione, gli interventi programmati o avviati assumono una dimensione particolarmente significativa rispetto alle esperienze precedenti.
La necessità di intervenire sulle infrastrutture lacustri viene collegata alle difficoltà che gli operatori incontrano nello svolgimento delle attività quotidiane.
La siccità e le condizioni del lago rappresentano infatti problemi che non possono essere risolti esclusivamente attraverso contributi economici.
Per questo Confcooperative sollecita una strategia che affianchi agli indennizzi immediati una programmazione più ampia, capace di intervenire sulle condizioni operative del comparto.
Ripopolamento ittico e valorizzazione del pescato locale
Tra le priorità indicate da Confcooperative figurano il ripopolamento delle specie autoctone e il contenimento di quelle infestanti.
L’organizzazione chiede inoltre di investire nell’innovazione delle attività produttive, nella promozione del pescato locale e nello sviluppo di forme sostenibili di acquacoltura.
Un altro obiettivo riguarda il ricambio generazionale, considerato necessario per garantire continuità alle attività della pesca professionale.
La valorizzazione delle produzioni ittiche del Trasimeno viene collegata anche alla ristorazione e alla tradizione gastronomica locale.
La pesca professionale contribuisce infatti all’identità economica e culturale del territorio, alimentando attività che vanno oltre la cattura e la commercializzazione del pesce.
Confcooperative richiama inoltre la necessità di tutelare le sponde del lago e di rafforzare la collaborazione tra gli operatori e le istituzioni.
Sepiacci e Mariani chiedono un tavolo per il futuro del settore
Il presidente Massimo Sepiacci e il direttore Lorenzo Mariani propongono l’apertura di una nuova fase di confronto tra istituzioni, associazioni e operatori economici.
L’obiettivo è definire una strategia condivisa di medio e lungo periodo per affrontare le difficoltà della pesca e valorizzarne le potenzialità .
Secondo Confcooperative, il sostegno finanziario rappresenta una risposta necessaria all’emergenza dei costi, ma non può sostituire una pianificazione complessiva.
Il confronto dovrebbe comprendere innovazione, tutela ambientale, sostenibilità produttiva e promozione delle filiere locali.
L’organizzazione considera la pesca professionale una componente importante dell’economia del Trasimeno, anche per i collegamenti con il turismo e la gastronomia.
La richiesta è quindi di costruire strumenti di programmazione capaci di sostenere le imprese e, contemporaneamente, salvaguardare le risorse naturali del lago.
Confagricoltura Umbria interviene sul caro gasolio agricolo
Il tema dell’aumento dei costi produttivi riguarda anche le imprese agricole umbre.
Confagricoltura Umbria ha chiesto alla Regione di valutare misure straordinarie per contrastare il rincaro del gasolio agricolo, considerato un fattore di crescente difficoltà per le aziende.
Il presidente Matteo Pennacchi ha evidenziato che gli aumenti del carburante si sommano a quelli degli altri mezzi di produzione, aggravando una situazione già caratterizzata da margini economici contenuti.
Secondo l’organizzazione, il rischio è che i costi rendano economicamente insostenibile la coltivazione di una parte dei terreni.
Confagricoltura teme che, senza interventi adeguati, le imprese possano essere costrette a ridimensionare le attività produttive.
La richiesta si inserisce nel più ampio confronto regionale sulle conseguenze economiche dei rincari energetici per il settore primario.
Un fondo straordinario regionale per sostenere le aziende agricole
Confagricoltura Umbria propone di valutare l’istituzione di un fondo straordinario destinato a contenere l’impatto del caro carburante.
L’organizzazione richiama le iniziative già previste in altre regioni, tra cui Marche, Lazio e Sicilia, indicando la possibilità di adottare strumenti analoghi anche sul territorio umbro.
Il presidente Matteo Pennacchi chiede inoltre di accelerare le procedure per l’assegnazione del carburante agricolo agevolato.
Secondo Confagricoltura, nel corso del 2026 queste procedure avrebbero registrato ritardi significativi, creando ulteriori difficoltà organizzative per le imprese.
L’obiettivo è consentire alle aziende di programmare le attività senza subire ulteriori aggravi legati alla disponibilità e al prezzo del carburante.
L’organizzazione auspica anche che gli interventi nazionali finalizzati alla riduzione dei prezzi producano risultati concreti, chiedendo alla Regione di affiancarvi eventuali risorse specifiche.
Pesca e agricoltura, il peso dei rincari sulle imprese umbre
Le richieste avanzate da Confcooperative e Confagricoltura evidenziano difficoltà comuni a diversi comparti produttivi dell’Umbria.
Nel settore della pesca del Trasimeno, l’aumento dei costi si combina con le criticità ambientali e con la necessità di migliorare le condizioni operative.
Per le imprese agricole, invece, il prezzo del gasolio rappresenta una voce particolarmente rilevante, soprattutto nelle attività che richiedono un utilizzo frequente di macchinari.
In entrambi i casi, le organizzazioni di rappresentanza chiedono che gli interventi economici siano accompagnati da misure capaci di sostenere la competitività nel tempo.
Il bando Feampa costituisce una risposta specifica per pesca e acquacoltura, mentre la proposta di un fondo straordinario per il gasolio agricolo rimane una richiesta rivolta all’amministrazione regionale.
Le due iniziative hanno quindi natura differente: la prima è una misura già attivata, la seconda è un’ipotesi di intervento ancora da valutare.
Bando pesca Umbria 2026: requisiti, scadenze e contributi
| Voce | Dettaglio |
|---|---|
| Ente promotore | Regione Umbria |
| Finanziamento | Programma nazionale Feampa 2021-2027 |
| Beneficiari | Imprese di pesca del Trasimeno e aziende di acquacoltura |
| Codici Ateco | 03.1 per la pesca, 03.2 per l’acquacoltura |
| Requisito territoriale | Sede legale o operativa in Umbria |
| Copertura | Fino al 100% dei maggiori costi ammissibili |
| Periodo dei costi | Dal 28 febbraio al 31 dicembre 2026 |
| Apertura domande | 8 ottobre 2026 |
| Scadenza domande | 27 ottobre 2026 |
| Modalità di invio | Esclusivamente tramite Pec |
| Prima liquidazione | Costi dal 28 febbraio al 31 agosto 2026 |
| Saldo | Nel 2027, per il periodo successivo |
Trasimeno, dagli indennizzi alla programmazione per il futuro della pesca
Il bando della Regione Umbria introduce un sostegno economico per le imprese della pesca e dell’acquacoltura che hanno affrontato maggiori costi nel corso del 2026.
La misura prevede una copertura fino al 100% delle spese ammissibili, calcolata attraverso parametri specifici per le due attività produttive.
Le domande dovranno essere presentate entro il 27 ottobre, mentre il pagamento degli indennizzi avverrà in due fasi, con il saldo previsto nel 2027.
Il provvedimento ha ricevuto il sostegno di Confcooperative Agroalimentare e Pesca dell’Umbria, che chiede però di affiancare agli aiuti immediati una strategia strutturale per il Trasimeno.
Tra le priorità figurano il miglioramento delle condizioni operative, la valorizzazione del pescato locale, la tutela delle specie autoctone e il sostegno alle nuove generazioni di operatori.
Parallelamente, Confagricoltura Umbria sollecita misure contro il caro gasolio agricolo, chiedendo alla Regione di valutare un fondo straordinario e di accelerare le procedure per il carburante agevolato.
Il confronto riguarda quindi sia la gestione dell’emergenza economica sia la definizione di politiche capaci di sostenere nel tempo le attività produttive regionali.
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