Uno dei film più discussi della storia di Hollywood torna a vivere attraverso fotografie inedite che raccontano volti, paesaggi e atmosfere del set. Susan Bridges porta a Todi la mostra “Susan Bridges: Heaven’s Gate”, progetto espositivo curato da Gianluca Marziani e dedicato alla lavorazione del monumentale film diretto da Michael Cimino nel 1980.
L’esposizione sarà inaugurata il 17 ottobre nella trecentesca Sala delle Pietre di Todi, dove resterà visitabile fino al 7 gennaio 2027. L’appuntamento assume una rilevanza internazionale perché rappresenta la prima presentazione europea della mostra dopo l’anteprima negli Stati Uniti.
Ad accompagnare il progetto ci sarà anche un volume-catalogo dedicato al lavoro realizzato dalla fotografa americana durante la produzione della pellicola.
Il programma non si limiterà alla mostra. Il giorno successivo all’inaugurazione, 18 ottobre alle 18, il cinema Nido dell’Aquila di Todi ospiterà la proiezione dell’ultima versione restaurata di Heaven’s Gate. All’appuntamento saranno presenti Susan Bridges e il marito Jeff Bridges, tra gli interpreti del film.
Susan Bridges racconta il set di Heaven’s Gate
Formatasi all’Art Center College of Design e al CalArts, Susan Bridges ha avuto la possibilità di osservare da una posizione privilegiata la complessa produzione del film di Cimino.
La fotografa, sposata con Jeff Bridges, seguì infatti da vicino la lavorazione di Heaven’s Gate, conosciuto in Italia con il titolo I cancelli del cielo. Da quell’esperienza è nato un archivio fotografico capace di assumere oggi un valore che supera la semplice documentazione del backstage.
Le fotografie esposte a Todi costruiscono un racconto autonomo del set e dell’universo visivo creato durante le riprese, restituendo allo stesso tempo una testimonianza di una delle produzioni più celebri e tormentate del cinema statunitense.
Ritratti, comparse, grandi scenari naturali e protagonisti destinati in seguito a conquistare importanti riconoscimenti cinematografici compongono una narrazione per immagini che riporta il visitatore all’interno dell’ambizioso progetto di Cimino.
Dal flop al culto, la storia controversa del film di Cimino
Uscito nel 1980, Heaven’s Gate è entrato nella storia anche per ragioni che vanno oltre il suo valore cinematografico.
Concepito come una produzione di dimensioni eccezionali, il film si trasformò inizialmente in un clamoroso insuccesso commerciale. La sua accoglienza contribuì a costruire attorno all’opera una fama controversa, destinata però a cambiare profondamente con il trascorrere degli anni.
Progressivamente la pellicola è stata rivalutata dalla critica e dal pubblico, fino a essere considerata un’opera di culto e un’importante testimonianza della visione cinematografica di Michael Cimino.
Il western assume così anche il valore di una riflessione sul mito della frontiera americana, tema che emerge nuovamente nel lavoro fotografico di Susan Bridges.
La mostra permette di osservare quella produzione da un punto di vista differente, riportando l’attenzione non soltanto sul risultato cinematografico ma anche sulle persone, sui luoghi e sulla complessa macchina creativa che lo rese possibile.
Fotografie panoramiche e bianco e nero per raccontare Hollywood
Il progetto fotografico presenta una scelta estetica precisa. Susan Bridges utilizzò una fotocamera panoramica Widelux, optando per il bianco e nero in contrapposizione alla ricercata costruzione cromatica che caratterizza il film.
Secondo il curatore Gianluca Marziani, proprio questa distanza consente alle fotografie di superare la tradizionale funzione della fotografia di scena.
Le immagini diventano opere indipendenti rispetto alla pellicola, pur mantenendo un dialogo con la fotografia cinematografica di Vilmos Zsigmond e con l’impianto visivo del western di Cimino.
Il risultato è un portfolio nel quale il set diventa materia fotografica: panorami monumentali si alternano ai volti degli interpreti e delle comparse, mentre il bianco e nero costruisce una memoria differente rispetto a quella conservata direttamente dalla pellicola.
Per Marziani il lavoro riesce inoltre a interpretare aspetti profondi dell’immaginario americano, mettendo in relazione utopia, creatività e costruzione del mito.
Todi porta per la prima volta la mostra in Europa
La scelta di Todi come prima sede europea aggiunge un ulteriore elemento al progetto. La mostra arriva nel cuore dell’Umbria dopo la precedente presentazione americana, inserendosi nel calendario culturale della città.
Il sindaco Antonino Ruggiano ha evidenziato il valore dell’iniziativa nel rapporto tra cinema e arti visive, sottolineando anche il ruolo svolto dai legami con la comunità internazionale residente sul territorio.
L’esposizione punta quindi a rivolgersi sia agli appassionati di fotografia sia agli spettatori interessati alla storia del cinema, offrendo un documento sulla Hollywood del Novecento attraverso lo sguardo personale di chi visse direttamente il set.
Jeff Bridges a Todi per la proiezione del film restaurato
Il percorso dedicato a Heaven’s Gate, come detto, proseguirà il 18 ottobre al cinema Nido dell’Aquila, dove alle 18 sarà proiettata la versione restaurata del film.
La presenza di Jeff e Susan Bridges consentirà di collegare direttamente il materiale fotografico esposto nella Sala delle Pietre all’opera cinematografica dalla quale ha avuto origine.
La proiezione permetterà inoltre di riscoprire sul grande schermo un film che ha attraversato una delle più radicali rivalutazioni nella storia recente del cinema: dall’insuccesso che accompagnò la sua uscita alla successiva trasformazione in titolo di culto.
Con la mostra e l’appuntamento cinematografico, Todi dedica così due giornate al dialogo tra fotografia, memoria del set e grande cinema americano, mentre l’esposizione continuerà ad accogliere il pubblico fino al 7 gennaio 2027.
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