Sono trascorsi esattamente 800 anni dalla morte di San Francesco d’Assisi. Il 4 ottobre 2026 assume così un significato particolare per Assisi e per l’intera Italia: nell’anno dell’ottavo centenario del Transito del Poverello si celebra infatti, per la prima volta, anche la nuova festa nazionale dedicata al Patrono d’Italia.
Una giornata che intreccia memoria francescana, spiritualità e dimensione istituzionale. Ad Assisi è presente anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, mentre tra i momenti centrali figurano la celebrazione nella Basilica di San Francesco, l’offerta dell’olio e l’accensione della Lampada votiva dei Comuni d’Italia.
San Francesco, 800 anni fa il Transito alla Porziuncola
Era il 1226 quando Francesco, ormai gravemente malato, trascorse gli ultimi momenti della propria vita nel luogo oggi conosciuto come Transito, alle spalle della Porziuncola di Santa Maria degli Angeli. Aveva 44 anni e, secondo le fonti francescane, chiese di essere deposto sulla terra prima di morire circondato dai suoi frati.
Tra le parole attribuitegli negli ultimi momenti della sua esistenza ce n’è una destinata ad attraversare otto secoli: “Io ho fatto la mia parte; la vostra, Cristo ve la insegni”.
Una frase interpretata nel tempo sotto differenti prospettive, ma che continua a rappresentare uno dei passaggi più significativi dell’eredità spirituale francescana. Nelle sofferenze fisiche degli ultimi tempi, Francesco si preparò all’incontro con quella “Sorella morte” già evocata nel Cantico delle Creature, affidando ai suoi compagni il compito di proseguire il cammino.
Il luogo del Transito era all’epoca una struttura utilizzata anche per assistere gli ammalati. Francesco vi ricevette cure durante l’ultima parte della propria vita e, secondo le ricostruzioni tramandate, potrebbe essere stato inizialmente sistemato sopra un semplice tavolaccio di legno, prima di essere deposto sulla nuda terra.
Dai mostaccioli al Cantico delle Creature, gli ultimi gesti del Poverello
Le fonti francescane hanno tramandato diversi episodi collegati agli ultimi tempi del santo. Non necessariamente concentrati nell’arco di poche ore, questi racconti restituiscono alcuni elementi della quotidianità e della spiritualità che accompagnarono Francesco verso la morte.
Tra questi figura la richiesta dei mostaccioli a Jacopa dei Sette Soli, nobildonna romana legata a Francesco da una profonda amicizia. Si trattava di dolci particolarmente apprezzati dal santo. Jacopa sarebbe stata successivamente sepolta nella cripta della Basilica di Assisi, di fronte alla tomba di Francesco.
La tradizione ricorda inoltre la richiesta di ascoltare il Cantico delle Creature e un brano del Vangelo di Giovanni. Episodi che, pur appartenendo a momenti differenti dell’ultima fase della sua vita, sono diventati parte del racconto del Transito e della memoria francescana.
Il 4 ottobre torna festa nazionale in Italia
L’ottavo centenario coincide nel 2026 con una novità istituzionale. Il 4 ottobre è tornato a essere una festività nazionale, con gli effetti previsti dall’ordinamento per i giorni festivi.
La ricorrenza aveva già una dimensione civile dal 1958, quando il 4 ottobre era stato dedicato a San Francesco d’Assisi e Santa Caterina da Siena. La legge numero 151 dell’8 ottobre 2025, entrata in vigore dal 1° gennaio 2026, ha istituito la nuova festa nazionale dedicata a San Francesco.
Assisi ospita quindi una doppia celebrazione: gli 800 anni dalla morte del Patrono d’Italia e la prima edizione della nuova festività nazionale.
Mattarella ad Assisi per le celebrazioni del 4 ottobre
A sottolineare il carattere istituzionale della ricorrenza è la presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, impegnato nella celebrazione alla Basilica di San Francesco. Alla giornata partecipa anche il cardinale Matteo Zuppi.
Uno dei passaggi simbolicamente più rilevanti è rappresentato dall’offerta dell’olio e dall’accensione della Lampada votiva dei Comuni d’Italia. Il gesto viene compiuto dal sindaco di Assisi, Valter Stoppini, per la prima volta a nome di tutti i Comuni italiani. L’olio utilizzato per la lampada è offerto dall’Umbria.
Al termine della celebrazione sono previsti gli interventi dalla Loggia del Sacro Convento del custode fra Marco Moroni e del presidente Mattarella. Il Quirinale ha indicato ufficialmente la cerimonia di Assisi come appuntamento del capo dello Stato per la festa nazionale di San Francesco.
Dall’Angelus di Leone XIV alla benedizione dell’Italia
Il programma prosegue a mezzogiorno, quando sui maxischermi allestiti in piazza viene trasmesso l’Angelus di papa Leone XIV.
Nel pomeriggio torna in primo piano la dimensione religiosa e francescana della ricorrenza. Tra le 16 e le 18 sono in programma i secondi Vespri e la processione, seguiti dalla benedizione dell’Italia e del mondo.
A chiudere questa parte delle celebrazioni sarà il Cantico delle Creature, eseguito dalla Cappella musicale della Basilica. L’ultimo appuntamento della giornata è fissato alle 18.30 con la messa.
Assisi diventa così il centro delle celebrazioni di un anniversario che unisce passato e presente. A otto secoli dal Transito, la figura di San Francesco torna al centro della giornata nazionale del 4 ottobre, attraverso una ricorrenza che nel 2026 assume per la prima volta anche il valore di festività nazionale.
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