Perugia, produttività a 60.473 euro per addetto: molto sotto la media italiana

Valore aggiunto e costo del lavoro delle società di capitali: la provincia di Perugia guida l'Umbria, ma resta distante dai benchmark nazionali

lavoro ufficio

La provincia di Perugia registra un valore aggiunto per addetto di 60.473 euro, il dato più alto dell’Umbria ma inferiore del 13,7% alla media italiana. Lo rileva l’analisi sulla produttività del lavoro delle società di capitali condotta dalla Camera di Commercio dell’Umbria sui bilanci presentati nel 2025 e riferiti al 2024, ultimo esercizio con un quadro completo. In tutta la regione il valore aggiunto per addetto è di 58.677 euro, a fronte dei 70.052 euro dell’Italia: la distanza complessiva è del 16,2%.

Il confronto interno mostra una differenza netta con Terni, ferma a 52.166 euro per addetto, con uno scarto del 25,5% dall’Italia. Fra le due province ci sono oltre 8.300 euro di valore aggiunto per addetto.

Costo del lavoro e rapporto con il valore aggiunto

A Perugia il costo del personale assorbe il 58,9% del valore aggiunto, una quota più contenuta del 59,9% regionale e più vicina al 57,5% italiano. Terni, per confronto, sale al 64,3%. Nell’insieme dell’Umbria il costo del lavoro per addetto è stato di 35.151 euro nel 2024, contro i 40.280 euro dell’Italia, il 12,7% in meno: sono quindi inferiori alla media nazionale sia il valore prodotto per addetto sia il costo sostenuto per il lavoro.

L’analisi precisa che il legame fra le due grandezze richiede prudenza. Non si può sostenere che il lavoro costi meno perché la produttività è più bassa, né il contrario. Le analisi Ocse segnalano comunque che produttività e retribuzioni tendono a muoversi insieme, con differenze legate a settori, competenze, tecnologia, organizzazione e dimensione delle imprese.

Umbria, Toscana e Marche a confronto

Nel quadro del Centro Italia la Toscana raggiunge 67.621 euro per addetto, il 3,5% sotto la media nazionale, mentre le Marche si fermano a 56.346 euro, il 19,6% sotto. L’Umbria si colloca fra le due, più vicina alle Marche. Rispetto all’Italia posta a 100, la regione era a 81,7 nel 2019 ed è salita a 83,8 nel 2024, dopo il calo a 78,3 nel 2021 e 78,9 nel 2022. Il recupero degli ultimi due esercizi ha riportato l’Umbria sopra il livello relativo precedente alla pandemia, senza avvicinarla alla Toscana.

I settori che incidono sul divario

La manifattura è il comparto che regge meglio, con 80.717 euro per addetto, il 7,7% in meno dell’Italia. Il costo del lavoro per addetto è inferiore del 10,6% e il suo peso sul valore aggiunto è del 56,2%, contro il 58,1% nazionale. In questo settore l’Umbria supera le Marche (64.541 euro) ma resta sotto la Toscana (88.850 euro). Il commercio mostra un equilibrio relativamente favorevole, con produttività a -12,9% e costo per addetto a -14,2%.

Più ampia la distanza in edilizia, dove la produttività è inferiore del 16,7% e il costo per addetto dell’8,5%, e in alloggio e ristorazione, con -27,3% di valore aggiunto per addetto e -15,9% di costo del lavoro. Nei servizi il valore aggiunto per addetto è di 43.175 euro, il 28,3% sotto l’Italia, contro i 58.630 euro della Toscana. In agricoltura la produttività è appena il 6,8% sotto la media nazionale, ma il costo per addetto è superiore del 7,2%.

La voce della Camera di Commercio

Il presidente Giorgio Mencaroni ha dichiarato: “La vera questione non è quanto costa un addetto, ma quanto valore il sistema economico gli consente di generare attraverso capitale, tecnologie, competenze, organizzazione e qualità dell’ecosistema in cui l’impresa opera”. Mencaroni ha indicato digitalizzazione e transizione ecologica fra le principali leve della produttività, con l’obiettivo di estendere l’innovazione alle piccole e medie imprese.

Dati 2025 ancora parziali

I bilanci del 2025 indicano per l’Umbria un valore aggiunto per addetto di 59.518 euro, con un divario dall’Italia sceso all’8,6%. La copertura al momento dell’estrazione era di circa il 72% dei bilanci attesi in Umbria e del 77,7% in Italia. L’analisi proseguirà con la produttività del capitale e la Produttività totale dei fattori (PTF).

Redazione

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