Ricostruzione sisma, Cisl Fp chiama a raccolta le regioni colpite: “Stabilizzare chi lavora”

A Cascia il confronto tra sindacati e istituzioni di Umbria, Marche, Lazio e Abruzzo sul futuro dei professionisti impegnati nel cratere

Mettere al sicuro le professionalità impegnate nella ricostruzione del Centro Italia anche dopo la conclusione del Pnrr e garantire continuità al lavoro nel cratere del sisma. È il tema dell’incontro “Le mani che ricostruiscono meritano un futuro certo”, organizzato da Cisl Fp Umbria e Cisl Umbria venerdì 9 ottobre, dalle ore 15, all’Auditorium Santa Chiara di Cascia. Sindacati e istituzioni di Umbria, Abruzzo, Lazio e Marche si confronteranno sulla ricostruzione dei territori colpiti dal terremoto del 2016 e sulla situazione del personale qualificato che vi opera. Al centro dell’iniziativa la richiesta sindacale di stabilizzare i lavoratori specializzati, evitando la dispersione delle competenze maturate negli ultimi anni.

Cisl fp: “Le professionalità non possono restare senza certezze”

L’iniziativa arriva mentre, secondo quanto riferisce il sindacato, resta ancora molto lavoro da completare nei territori interessati dagli eventi sismici. Il confronto segue inoltre la recente redistribuzione di nuove risorse governative destinate alle zone colpite dalle scosse del 2016 e, successivamente, dagli eventi del 2023.

Per Cisl Fp, alle risorse destinate alle opere deve però accompagnarsi una prospettiva stabile per il personale che permette alla macchina della ricostruzione di funzionare.

“Come Cisl Fp avevamo presentato degli emendamenti in questo senso – spiega il segretario regionale Cisl Fp Umbria Marcello Romeggini – che però non sono stati approvati. Questo appuntamento allora arriva al momento giusto”.

Romeggini richiama il rischio di disporre delle risorse per realizzare le strutture senza garantire contemporaneamente il personale necessario: “Serve personale specializzato che coordini, faccia funzionare correttamente la macchina della ricostruzione. Ma i soldi per assumerli non ci sono”.

La richiesta di stabilizzare i lavoratori della ricostruzione

Secondo Cisl Fp, la continuità occupazionale permetterebbe anche di evitare che le competenze acquisite nel corso degli anni vengano progressivamente disperse.

“Quello che è stato fatto è sin qui eccellente e a regola d’arte. Questo è soltanto grazie alle professionalità che ci lavorano. Noi chiediamo che vengano stabilizzate: non possono vivere anno dopo anno aspettando che arrivino i fondi”, afferma Romeggini.

Il sindacato evidenzia inoltre il rischio che lavoratori qualificati possano abbandonare il settore qualora trovassero opportunità professionali caratterizzate da una maggiore stabilità.

Per Cisl Fp, l’internalizzazione delle competenze a livello regionale potrebbe avere anche una funzione strutturale di prevenzione, creando una rete permanente di professionisti con esperienza nella gestione della ricostruzione post-sisma utilizzabile in caso di future emergenze.

Risorse pubbliche, lavoro e legalità

Cisl Umbria e Cisl Fp chiedono inoltre che l’utilizzo dei finanziamenti pubblici sia accompagnato da precise garanzie sul fronte occupazionale.

“Niente risorse pubbliche senza regole sul lavoro”, ribadiscono le organizzazioni sindacali, chiedendo vincoli che mettano in relazione finanziamenti, interventi e condizioni della forza lavoro.

La posizione sostenuta è che stabilità economica e migliori condizioni lavorative possano garantire maggiore continuità ai servizi, evitando contemporaneamente la perdita del patrimonio di conoscenze sviluppato durante gli anni della ricostruzione.

Al tavolo sindacale parteciperanno le strutture Cisl Fp di Umbria, Abruzzo, Marche e Lazio, insieme alla segreteria nazionale. Sono annunciati il segretario nazionale Cisl Fp Dario Truffa, il segretario Filca Cisl Umbria Emanuele Petrini e i segretari confederali Angelo Manzotti per l’Umbria, Enrico Coppotelli per il Lazio, Marco Ferracuti per le Marche e Giovanni Notaro per l’Abruzzo.

Castelli e Proietti al confronto di Cascia

La parte istituzionale vedrà la presenza del Commissario straordinario alla ricostruzione sisma 2016 Guido Castelli e di Stefania Proietti, insieme ad alcuni sindaci dei territori interessati dalla ricostruzione.

Uno dei focus della tavola rotonda riguarderà le differenze nello stato di avanzamento degli interventi nelle quattro regioni.

“In Abruzzo – sostiene Romeggini – sono più avanti proprio perché hanno sfruttato le competenze del sisma de L’Aquila, mettendole al servizio delle aree colpite nel suo territorio”.

L’esperienza maturata nelle precedenti emergenze sarà quindi uno degli elementi del confronto sulla possibilità di conservare e riutilizzare le competenze professionali.

Accumoli, Amatrice e Arquata del Tronto al centro del confronto

Un secondo approfondimento sarà dedicato ad Accumoli, Amatrice e Arquata del Tronto, tre dei comuni maggiormente segnati in termini di vittime dal terremoto del Centro Italia.

Attraverso le testimonianze dei sindaci, l’incontro affronterà non soltanto lo stato della ricostruzione materiale, ma anche quello della ricostruzione sociale e demografica delle comunità.

Per il sindacato, infatti, alla realizzazione di case e infrastrutture deve accompagnarsi la capacità di creare le condizioni affinché i territori continuino a essere abitati e possano recuperare servizi, attività e relazioni.

“Questo è l’altro grande aspetto – sottolinea Romeggini – la ricostruzione della comunità oltre a quella degli edifici. Anche questo è responsabilità della politica e anche per questo è ancora più importante stabilizzare chi sta lavorando alla ricostruzione”.

L’incontro di Cascia sarà aperto da Marcello Romeggini e si concluderà con l’intervento del segretario nazionale Cisl Fp Dario Truffa.

Redazione

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