Nel 2020, il calciatore uruguaiano Luis Suarez doveva sostenere un esame di lingua italiana all’Università per Stranieri di Perugia per ottenere la cittadinanza italiana, passaggio necessario per il suo trasferimento alla Juventus. L’esame, però, suscitò molte polemiche e finì al centro di un’inchiesta per presunto favoreggiamento, con l’accusa che i docenti e l’ex rettrice avessero orchestrato una sessione d’esame “combinata” per garantire il superamento dell’esame al calciatore.
Secondo l’accusa, coordinata dal sostituto procuratore Gianpaolo Mocetti, l’esame sarebbe stato pianificato in anticipo, con domande e risposte già stabilite, per permettere a Suarez di superarlo facilmente. La Procura ha richiesto condanne a due anni e otto mesi per Grego Bolli e Spina, e a due anni e quattro mesi per Olivieri, imputati per falso ideologico, rivelazione di segreto d’ufficio e falsità materiale.
La difesa smonta le accuse
Gli avvocati degli imputati, David Brunelli e Francesco Falcinelli, hanno respinto con forza le accuse, sostenendo che non esiste alcuna prova di un piano criminoso. Durante l’arringa difensiva, Brunelli ha spiegato che la sessione d’esame non era altro che una situazione di “ordinaria amministrazione”, con un esame che prevedeva un colloquio di soli 12 minuti, condotto in modo del tutto regolare. Secondo il legale, la presenza di materiale informativo accessibile pubblicamente avrebbe solo facilitato la preparazione del candidato, ma non avrebbe fatto parte di alcun piano illecito.
Brunelli ha poi aggiunto che la vicenda è stata fortemente influenzata dall’enorme risonanza mediatica, che ha distorto la valutazione degli eventi, creando una pressione che ha compromesso l’imparzialità delle valutazioni. L’avvocato ha anche sottolineato che la Juventus non aveva alcun coinvolgimento nella presunta combinazione dell’esame, rimanendo completamente estranea ai fatti contestati.
Le dichiarazioni dei legali
“Non c’è traccia del piano ‘criminoso’ che la Procura ha descritto”, ha dichiarato Brunelli, ricordando come la vicenda sia stata ingigantita dai media. La difesa ha inoltre messo in evidenza che la percentuale di successo di esami simili era altissima, con il 98% dei candidati che in quel periodo riuscivano a superare l’esame, rendendo quindi la situazione di Suarez perfettamente compatibile con le prassi regolari.
Anche la rettrice Giuliana Grego Bolli ha fatto notare che non si è mai occupata personalmente della vicenda, se non per esortare a un esame condotto con serietà. Il legale ha infine espresso fiducia nella capacità del tribunale di Perugia di valutare le imputazioni con serenità, restituendo dignità alle persone coinvolte.