Crescono le violenze contro operatori sanitari: in Umbria 211 casi nel 2025

Presentati a Perugia i dati regionali durante il convegno “Curare senza paura”: cresce il numero delle aggressioni fisiche contro gli operatori sanitari.

Nel 2025 in Umbria sono stati segnalati 211 episodi di aggressione nei confronti degli operatori sanitari, con 281 professionisti coinvolti tra medici, infermieri e personale sanitario. I dati sono stati illustrati a Perugia dalla presidente della Regione Umbria Stefania Proietti nel corso del convegno “Curare senza paura”, organizzato da Fnomceo in occasione della Giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari e sociosanitari. L’incontro ha rappresentato un momento di confronto su un fenomeno che continua a interessare il sistema sanitario regionale.

Secondo le cifre presentate, il numero complessivo di aggressioni rimane sostanzialmente stabile rispetto al 2024, ma evidenzia un incremento significativo se confrontato con il 2023, con una crescita pari a circa il 40%. Un dato che conferma come il problema della violenza nei confronti del personale sanitario resti una questione rilevante per le istituzioni e per le strutture sanitarie.

Tra gli elementi più preoccupanti segnalati durante l’incontro emerge l’aumento delle aggressioni fisiche. I casi registrati sono passati da 43 a 57, evidenziando un incremento che si affianca ai numerosi episodi di violenza verbale e minacce segnalati nelle strutture sanitarie del territorio. La crescita degli attacchi fisici viene considerata uno degli indicatori più critici del fenomeno.

L’analisi dei dati mostra inoltre una forte incidenza femminile tra le vittime. Il 66% degli operatori coinvolti negli episodi di aggressione è composto da donne, dato che riflette la composizione di gran parte del personale sanitario impegnato nelle strutture ospedaliere e territoriali.

Guardando alle professioni maggiormente colpite, gli infermieri rappresentano la categoria più esposta, con il 64% degli operatori coinvolti nelle aggressioni. Seguono medici e chirurghi, che costituiscono il 20% dei casi segnalati. Le restanti segnalazioni riguardano altre figure professionali del sistema sanitario e sociosanitario impegnate nell’assistenza ai pazienti.

Tra gli ambiti nei quali è stato registrato un aumento significativo figura quello dei servizi psichiatrici territoriali. In questo settore, infatti, gli episodi segnalati sono passati da 1 a 13 casi, un incremento che evidenzia la necessità di particolare attenzione nei contesti assistenziali più delicati e complessi.

Durante il convegno è stata sottolineata anche un’altra criticità legata al fenomeno delle aggressioni: quella della sotto-segnalazione. Secondo quanto evidenziato nel corso dell’incontro, il numero reale degli episodi potrebbe essere superiore rispetto a quello registrato ufficialmente, poiché non tutti i casi vengono denunciati o comunicati attraverso i canali previsti.

“Questi numeri rappresentano solo la superficie del fenomeno, perché la sotto-segnalazione rimane un problema reale”, ha dichiarato la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti durante il suo intervento.

“Segnalare non è un atto burocratico: è un atto di responsabilità collettiva. Non è una denuncia contro qualcuno: è un atto di conoscenza, grazie al quale possiamo tutti insieme contrastare questo fenomeno”.

Il convegno “Curare senza paura” ha posto al centro del dibattito il tema della tutela degli operatori sanitari, evidenziando la necessità di rafforzare strumenti di prevenzione, sensibilizzazione e monitoraggio degli episodi di violenza. L’obiettivo delle iniziative legate alla giornata nazionale è quello di promuovere una maggiore consapevolezza sul fenomeno e favorire la collaborazione tra istituzioni, professionisti della sanità e cittadini.

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