In vista dell’apertura ufficiale della stagione della pesca alla trota, fissata per domenica 22 febbraio, la Regione Umbria ha annunciato il ripopolamento ittico dei fiumi Chiascio, Topino e Nera con un totale di 17 quintali di trote iridee sterili. Le operazioni di ripopolamento si svolgeranno tra il 17 e il 20 febbraio 2026, in collaborazione con le associazioni dei pescatori sportivi del territorio.
Un intervento sostenibile e legittimo
L’intervento, che rientra nel quadro delle attività di supporto alla pesca sportiva, è stato reso possibile grazie al parere favorevole del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (Mase), che ha approvato l’iniziativa con il Decreto Direttoriale n. 232 del 30 aprile 2024. Le operazioni si svolgeranno nel pieno rispetto delle prescrizioni tecniche indicate nel parere dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra), parte integrante del decreto, che garantisce la sostenibilità ambientale dell’intervento.
Guardando al futuro della pesca sportiva
L’impegno della Regione Umbria per il ripopolamento ittico non si ferma al 2026. Durante una recente Commissione consultiva per la pesca sportiva, è stato comunicato che la Regione sta già lavorando alla richiesta di una nuova autorizzazione per continuare i ripopolamenti anche nel triennio 2027-2029, confermando così un impegno a lungo termine per sostenere l’attività di pesca in un contesto di sostenibilità ecologica.
Il commento dell’assessore Meloni
Simona Meloni, assessore regionale con delega alla Pesca, ha dichiarato: “La pesca sportiva rappresenta una tradizione radicata e un presidio importante per le nostre comunità locali. Con questo intervento di ripopolamento, garantiamo l’avvio della stagione in un quadro di piena legittimità e sostenibilità ambientale, frutto di un lavoro tecnico e istituzionale attento e condiviso. Continueremo a operare con responsabilità per tutelare gli ecosistemi fluviali e, al tempo stesso, sostenere un’attività che ha ricadute significative sul piano sociale ed economico per l’Umbria.”