In Umbria la Tari si impenna ma a Perugia si paga meno che nel ternano

Secondo uno studio della Uil, tra il 2020 e il 2025 nel capoluogo umbro l’aumento della tassa sui rifiuti è stato più consistente rispetto alla provincia ternana.

La tassa sui rifiuti (Tari) pesa di più sulle famiglie di Perugia rispetto a quelle di Terni, sia in termini assoluti sia per l’andamento degli aumenti registrati negli ultimi anni. È quanto emerge da uno studio elaborato dal Servizio stato sociale, politiche fiscali e previdenziali, immigrazione della Uil, che ha analizzato il carico fiscale della Tari sui contribuenti italiani nel periodo compreso tra il 2020 e il 2025, mettendo a confronto i dati dei principali territori.

Nel capoluogo umbro, l’incremento della Tari è risultato più marcato rispetto all’altra provincia regionale. La spesa media annua per nucleo familiare è infatti passata da 347 euro nel 2020 a 452 euro nel 2025, con un aumento che, secondo l’analisi della Uil, si attesta intorno al 7,35 per cento. Un dato che colloca Perugia tra le realtà in cui il peso della tassa sui rifiuti è cresciuto in maniera più significativa nel quinquennio preso in esame.

Diversa la situazione a Terni, dove la Tari risulta complessivamente più contenuta. Nella provincia ternana, la spesa media annua per famiglia è salita da 256 euro a 334 euro, con un incremento pari al 2,33 per cento, quindi decisamente inferiore rispetto a quello registrato a Perugia. Un divario che, nel tempo, ha contribuito ad ampliare la distanza tra i due principali centri umbri sul fronte della fiscalità locale legata alla gestione dei rifiuti.

Lo studio della Uil evidenzia come la Tari rappresenti una delle voci di spesa più rilevanti tra i tributi comunali, incidendo in modo diretto sui bilanci familiari. L’analisi prende in considerazione i costi medi annui sostenuti dai nuclei, offrendo una fotografia comparativa dell’evoluzione della tassa nei diversi territori e mettendo in luce le differenze tra città anche geograficamente vicine.

Nel caso umbro, il confronto tra Perugia e Terni mostra una crescita percentuale più accentuata nel capoluogo regionale, nonostante entrambi i territori siano chiamati a sostenere i costi legati alla raccolta, al trasporto e allo smaltimento dei rifiuti urbani. Secondo il sindacato, questi dati confermano come le politiche tariffarie adottate a livello locale possano produrre effetti differenti sui cittadini, anche all’interno della stessa regione.

La Uil sottolinea inoltre che l’andamento della Tari va letto all’interno di un contesto più ampio, caratterizzato dall’aumento generale del costo della vita e dalla pressione fiscale che grava sui contribuenti. In questo scenario, l’evoluzione della tassa sui rifiuti assume un ruolo centrale nel dibattito sul peso complessivo dei tributi locali, soprattutto per le famiglie a reddito medio e medio-basso.

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