Festival del Medioevo 2026 a Gubbio nel segno di Francesco: cambia la location

Dal 23 al 27 settembre la dodicesima edizione si intitola “Il tempo di Francesco” e si svolge nel Complesso di San Francesco, luogo simbolo dell’inizio dell’esperienza francescana.

Nel 2026, anno in cui ricorrono gli ottocento anni dalla morte di Francesco d’Assisi (1182-1226), il Festival del Medioevo consolida e rafforza il proprio legame con Gubbio scegliendo una sede nuova e fortemente identitaria: il Complesso di San Francesco, in Piazza 40 Martiri. Qui, dal 23 al 27 settembre 2026, si terrà la dodicesima edizione della manifestazione, che avrà come titolo “Il tempo di Francesco” e proporrà un percorso di approfondimento storico e divulgativo dedicato al Santo e al suo contesto.

La scelta del complesso eugubino si intreccia con una tradizione considerata ben attestata: l’area in cui sorge la chiesa e il complesso religioso sarebbe stata, secondo le ricostruzioni tramandate, la residenza della famiglia Spadalonga, che offrì ospitalità al giovane Francesco in una fase decisiva della sua vita, segnata dall’abbandono della casa paterna e dall’inizio di un cammino di predicazione e penitenza. Proprio in questo luogo, come riferisce Tommaso da Celano, Giacomo Spadalonga avrebbe vestito Francesco con il suo primo saio, un gesto simbolico che viene indicato come momento fondativo dell’esperienza francescana. Per questo episodio, Gubbio ha costruito nei secoli una parte della propria identità, definendosi con orgoglio “seconda città di San Francesco”, dopo Assisi.

L’edizione 2026, intitolata “Il tempo di Francesco”, mira a raccontare l’alba del Duecento e i decenni successivi, inserendo la figura del Santo all’interno dei grandi cambiamenti storici, sociali e culturali dell’epoca. Il legame tra il tema scelto e la nuova sede viene presentato come un modo per unire narrazione storica e contesto urbano, in coerenza con la vocazione del Festival: raccontare il Medioevo nei luoghi del Medioevo, intrecciando ricerca, divulgazione rigorosa e identità cittadina.

Il rapporto tra Francesco e Gubbio viene richiamato anche attraverso un episodio datato al gelido inverno del 1206, quando un Francesco “rifiutato, lacero e infreddolito”, dopo un viaggio difficile nella neve, sarebbe stato accolto in città. Qui avrebbe indossato per la prima volta il saio, la povera veste dal colore di terra che, nella memoria collettiva, diventa simbolo dell’Ordine francescano. Accanto alla dimensione storica, l’immaginario di Gubbio resta legato anche al racconto dell’incontro tra Francesco e il lupo, una delle narrazioni più note della tradizione francescana: la trasformazione della paura in fiducia, della violenza in dialogo e la promessa di pace tra la comunità e l’animale, accolto e nutrito tra le mura cittadine.

Come avviene ogni anno, le lezioni di storia del Festival manterranno un taglio divulgativo e saranno occasione per leggere il passato anche alla luce di temi contemporanei. Lo segnala già il sottotitolo collegato al manifesto dell’edizione 2026: Homo homini lupus, “L’uomo è lupo per l’uomo”, aforisma di Plauto reso celebre anche da Thomas Hobbes. Il riferimento richiama l’idea di un’umanità segnata dall’egoismo e dal conflitto, un tema che nel racconto del Festival si lega al presente attraverso una riflessione sul mondo di oggi, attraversato da tensioni, paure, fratture sociali e contrapposizioni. Nel percorso narrativo proposto, il “tempo di Francesco” viene letto come un tempo capace di parlare anche al nostro, senza separare la dimensione storica da quella simbolica.

La figura del Santo sarà esplorata nei suoi aspetti principali: la scelta radicale di vivere secondo il Vangelo, il legame con “Madonna Povertà”, l’amore fraterno verso il Creato, il rapporto con la Chiesa e con l’Ordine francescano, il rifiuto del potere inteso come servizio e i nodi più complessi della sua eredità spirituale. Al centro restano anche i grandi eventi del suo tempo, un periodo segnato da innovazioni, scoperte, nuove potenze e profonde trasformazioni politiche e sociali.

Il Festival vedrà la partecipazione di circa cento protagonisti, tra medievisti italiani ed europei, storici dell’arte, scrittori, scienziati, filosofi, architetti e giornalisti, coinvolti in un progetto culturale che punta a rendere accessibili e appassionanti dieci secoli di storia, dalla caduta dell’Impero romano alla scoperta dell’America (476-1492). I cinque giorni saranno arricchiti da appuntamenti e iniziative come la Fiera del libro medievale, le Serate d’autore, Scriptoria dedicato a miniatura e calligrafia, “Medievalismi” sul Medioevo nella cultura contemporanea e l’Università dei rievocatori.

Il Festival del Medioevo è ideato e diretto dal giornalista Federico Fioravanti ed è organizzato congiuntamente dall’Associazione di Promozione Sociale Festival del Medioevo e dal Comune di Gubbio, con il patrocinio istituzionale di Regione Umbria, GAL Alta Umbria, Camera di Commercio dell’Umbria e Fondazione Giancarlo Pallavicini Onlus Umanitaria e Culturale.

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