Le case green in Umbria restano un miraggio: tre quarti degli edifici sono ancora energivori

Dal Siape emerge un patrimonio immobiliare vecchio e inefficiente: solo il 10% raggiunge la classe A. Nel 2024 investimenti in crescita, ma la transizione resta lunga

In Umbria il traguardo delle case green è ancora lontano. Secondo gli ultimi dati del Siape, il Sistema informativo nazionale sugli attestati di prestazione energetica, quasi tre edifici su quattro rientrano nelle classi peggiori: il 72,8% si concentra infatti tra E, F e G. Una percentuale elevata, migliorata leggermente rispetto al 77,4% registrato due anni fa, ma che fotografa un patrimonio immobiliare ancora molto energivoro.

Il peso maggiore spetta alla classe G, che da sola rappresenta il 37,5% del totale. Seguono la classe F (21,9%) e la classe E (13,4%). Un quadro chiaro: l’efficienza energetica in Umbria rimane soprattutto una questione anagrafica. Dei 133.658 edifici presenti nel database, quasi la metà – 66.264 – ha più di cinquant’anni.

Decisamente minoritaria la quota di immobili nelle classi migliori: appena il 3,4% raggiunge la A4, l’1,5% la A3, il 2,2% la A2 e il 2,9% la A1. Numeri che confermano una lunga strada ancora da percorrere.

Interventi in crescita: Ecobonus, Bonus Casa e fotovoltaico

Nonostante questo scenario, il 2024 si è rivelato un anno dinamico sul fronte degli investimenti per l’efficientamento.

Il rapporto Enea sulle detrazioni fiscali rivela 6.937 interventi con Ecobonus, che hanno mobilitato oltre 75 milioni di euro e generato un risparmio superiore ai 21 GWh annui. Infissi e impianti di climatizzazione sono gli interventi più diffusi, mentre cresce anche la coibentazione delle superfici opache.

Il Bonus Casa ha registrato più di 10.700 interventi, trainati soprattutto dall’installazione di pompe di calore e caldaie a condensazione. In forte aumento anche il fotovoltaico domestico: oltre 9 MW installati nel solo anno, per una produzione prevista superiore ai 12 GWh. Segno che la transizione energetica sta entrando nelle scelte quotidiane delle famiglie umbre.

Superecobonus: numeri enormi e un patrimonio trasformato

Il capitolo più impegnativo è quello del Superecobonus, che nel 2024 ha lasciato un’impronta profonda: 8.700 edifici coinvolti e quasi due miliardi di euro di investimenti ammessi a detrazione.

Isolamenti termici, serramenti nuovi, impianti ibridi, migliaia di impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo hanno trasformato radicalmente il patrimonio edilizio regionale. Il risultato più evidente riguarda le abitazioni unifamiliari, oltre il 30% delle quali oggi raggiunge la classe A4.

A livello nazionale, il rapporto Enea analizza oltre 1,2 milioni di APE emessi nel 2024, conservati nel Siape, arricchito da controlli semantici più rigorosi che ne aumentano affidabilità e precisione.

Direttiva europea, ritardi italiani e un mercato che ha già scelto

Intanto a livello europeo resta aperto il tema della direttiva Case Green. L’Italia non ha ancora inviato a Bruxelles la bozza del Piano nazionale di ristrutturazione, attesa entro il 31 dicembre.

Parallelamente, l’UE ha rivisto il regolamento Ecodesign adottando un approccio più pragmatico: caldaie tradizionali e a condensazione restano sul mercato, purché moderne ed efficienti. Una scelta molto rilevante per il nostro Paese, dove il 70% delle abitazioni usa il gas naturale. Di 16,6 milioni di case in classe F o G, solo 5,9 milioni sarebbero tecnicamente compatibili con l’installazione di una pompa di calore; considerando i redditi delle famiglie, il numero scende a 1,76 milioni.

La transizione è dunque un percorso graduale, non un salto.
Intanto il mercato immobiliare ha già preso posizione: secondo il Real Estate Data Hub, le abitazioni in classe A e B valgono in media il 44% in più e si vendono più velocemente.
La qualità energetica è ormai un valore economico immediato, percepito e premiato dal mercato.

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