Le ricerche dei resti del giudice Paolo Adinolfi, scomparso il 2 luglio 1994, sono ripartite in questi giorni nella zona di Roma già oggetto di indagini in passato, ma, secondo quanto emerso, il caso continua a restare irrisolto. La Procura di Perugia, che in passato aveva gestito le indagini sulla scomparsa, ha infatti archiviato il fascicolo più volte a causa della mancanza di prove concrete. Nel 1994, subito dopo la scomparsa del magistrato, l’ufficio perugino aveva aperto un’inchiesta sulla vicenda, poiché la competenza su tutti i casi che coinvolgono i magistrati del distretto romano appartiene proprio alla procura umbra.
Le indagini iniziali non hanno mai portato a risultati concreti. Nonostante le verifiche, compreso l’incarico a un geologo, nessuna traccia di Adinolfi è stata trovata nella zona in cui erano state condotte le ricerche, inclusa la vicina area del Trasimeno. L’inchiesta venne quindi archiviata nel 1995 dopo che tutte le piste seguite dai magistrati non diedero alcun esito positivo.
Nel giugno del 1996, il caso venne riaperto a seguito delle dichiarazioni di un faccendiere siciliano, secondo il quale il giudice Adinolfi sarebbe stato ucciso dalla banda della Magliana, un’organizzazione criminale con legami nell’ambiente politico e istituzionale. Il faccendiere affermò che Adinolfi stava per rivelare informazioni compromettenti al pm milanese Carlo Nocerino riguardo a una rete di società fantasma coinvolte in operazioni di compravendita di immobili. Secondo quanto dichiarato, l’uomo avrebbe appreso queste informazioni da Mario Ferraro, un colonnello del Sismi (Servizio per le informazioni e la sicurezza militare), trovato morto nel suo appartamento. Il faccendiere parlò anche di un’area vicino alla casa di Enrico Nicoletti, uno dei membri chiave della banda della Magliana, dove si supponeva potessero essere stati nascosti i resti di Adinolfi.
Tuttavia, anche questa seconda indagine condotta dalla Procura di Perugia non ha dato esito positivo. Nonostante gli sforzi per rintracciare tracce fisiche e ottenere riscontri dalle dichiarazioni, le ricerche e gli approfondimenti non hanno portato alla scoperta dei resti del giudice o a nuove prove.
Al momento, la Procura di Perugia non ha alcun fascicolo aperto sulla scomparsa del giudice Adinolfi, e tutte le indagini svolte sono state concluse con archiviazioni. La recente ripresa delle ricerche a Roma ha riacceso l’interesse pubblico per il caso, ma al momento non sembrano esserci novità sostanziali che possano riaprire il fascicolo o portare a una soluzione definitiva.