Prosegue a Perugia il percorso di co-progettazione con i cittadini per la realizzazione delle Case della partecipazione, promosso dal Comune in collaborazione con l’Università degli Studi di Perugia. Dopo i quattro incontri territoriali realizzati prima dell’estate, prende ora il via la fase dei Laboratori di comunità, strumenti centrali del progetto “Partecipa Perugia”.
Saranno istituiti cinque laboratori, ciascuno composto da un massimo di 20 persone, con il compito di formulare proposte operative riguardanti sedi, funzioni e modalità di gestione delle future Case della partecipazione. Le candidature potranno essere presentate dal 29 ottobre al 30 novembre tramite posta elettronica ordinaria o certificata, da parte di chiunque sia residente o domiciliato a Perugia e abbia più di 16 anni.
La selezione dei partecipanti avverrà per sorteggio pubblico il 9 dicembre nella sala del Consiglio comunale, con l’obiettivo di garantire una composizione equilibrata per genere e fasce d’età. Tutti i dettagli saranno disponibili sul sito istituzionale del Comune, nella sezione dedicata al progetto.
Un percorso partecipativo in più fasi
Ogni Laboratorio inizierà con una serata formativa comune l’11 dicembre al Family e Community Hub di via Diaz, per poi riunirsi almeno tre volte tra gennaio e marzo 2026. I gruppi, guidati da facilitatori esperti, presenteranno l’esito dei propri lavori in un’assemblea pubblica aperta a tutti i cittadini. Le conclusioni confluiranno in cinque proposte partecipate, che saranno sottoposte all’Amministrazione comunale nel maggio 2026.
Anche chi non parteciperà direttamente ai Laboratori potrà contribuire al processo. Tutti gli interessati — singoli, associazioni, enti del terzo settore o proloco — potranno esprimere le proprie idee attraverso la Bacheca delle proposte online.
durante un incontro pubblico con metodo “Bar Camp”, previsto per il 24 gennaio, prima dell’avvio dei Laboratori.
La sindaca Ferdinandi: “Ritrovare la fiducia nella democrazia”
Durante la presentazione del progetto, avvenuta nella sala dei Notari il 28 ottobre, la sindaca Vittoria Ferdinandi ha sottolineato il valore politico e culturale dell’iniziativa: “Per noi la partecipazione non è uno slogan, ma un’intenzione seria e radicale. In un tempo segnato dalla sfiducia e dall’astensionismo, le Case della partecipazione devono diventare luoghi in cui tornare a essere comunità. Non sappiamo ancora cosa saranno, perché dovranno nascere da un dialogo vero e aperto con i cittadini. Spero che in tanti rispondano all’avviso, in particolare i giovani: abbiamo bisogno del loro contributo per costruire un Comune che sia davvero uno spazio libero e condiviso.”
Un progetto fondato sulla collaborazione tra istituzioni e cittadini
Il direttore generale del Comune, Roberto Gerardi, ha ricordato che il progetto nasce dalla linea di mandato “Vince la Partecipazione”, concretizzata con l’istituzione, nel dicembre 2024, dell’Ufficio della Partecipazione. Questo ufficio promuove la partecipazione civica alle decisioni amministrative e al monitoraggio delle politiche pubbliche, integrandola nei principali strumenti di programmazione dell’ente — dal Documento Unico di Programmazione (DUP) al Piano Integrato di Attività e Organizzazione (PIAO).
«L’obiettivo – ha spiegato Gerardi – è sviluppare un modello di cooperazione attiva tra amministrazione e cittadini, capace di migliorare il benessere collettivo e di rendere gli organismi decentrati veri strumenti di governance condivisa».
L’Università e la formazione alla partecipazione
La professoressa Alessandra Valastro, del Dipartimento di Scienze Politiche e responsabile scientifica del progetto, ha descritto la metodologia dei Laboratori: “Si tratta di un percorso strutturato e guidato da tecniche specifiche di co-progettazione. I cittadini selezionati riceveranno una formazione mirata, parteciperanno a giornate di ascolto e confronto, e presenteranno all’Amministrazione i propri Documenti di Proposta Partecipata (DocPP). Tutto il processo sarà tracciabile e documentato online per garantire trasparenza e accessibilità.”
Innovazione digitale e democrazia urbana
Il dirigente Emilio Buchicchio e l’assessore alla smart city e innovazione tecnologica Andrea Stafisso hanno evidenziato come il progetto rappresenti un passo avanti verso una città digitale, aperta e collaborativa. “Con la nuova piattaforma online — ha dichiarato Stafisso — i cittadini potranno contribuire in modo strutturato alla progettazione delle politiche urbane. È un modello basato sull’intelligenza collettiva, dove tecnologia e fiducia si uniscono per rendere la città più giusta, efficiente e vicina alle persone.”