La Regione Umbria compie un passo verso l’autonomia energetica, con l’approvazione in Giunta del disegno di legge “Misure urgenti per la transizione energetica e la tutela del paesaggio umbro”. Un provvedimento che intende accelerare l’uso di fonti rinnovabili nel rispetto dell’equilibrio ambientale, paesaggistico e culturale del territorio, in linea con gli obiettivi fissati dal Decreto Legislativo 199/2021.
“Si tratta del risultato di un ampio percorso partecipato”, ha dichiarato l’assessore regionale all’energia e al paesaggio Thomas De Luca, sottolineando come il testo finale sia stato arricchito dalle proposte emerse durante quasi cento incontri pubblici e sei plenarie con enti locali, associazioni, imprese e cittadini. Il disegno di legge definisce un quadro normativo chiaro e operativo: nelle aree idonee gli iter saranno semplici e rapidi, mentre nelle zone non idonee l’approvazione sarà quasi impossibile, con l’obiettivo di proteggere il territorio da progetti invasivi e fuori scala.
La nuova normativa punta a raggiungere l’autonomia energetica e le zero emissioni nette entro il 2050, attraverso una strategia che coniuga sostenibilità ambientale, inclusione sociale e sviluppo economico equilibrato. Particolare rilievo è dato alle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER), riconosciute come pilastro del futuro sistema energetico regionale: tutte le aree ad esse destinate saranno considerate idonee, favorendo l’autoproduzione, la prossimità della produzione al consumo e la lotta alla povertà energetica.
Nel contesto di un quadro normativo nazionale ancora incerto – con i 60 giorni imposti dal TAR del Lazio al Governo per modificare il Decreto Attuativo del 21 giugno 2024 già scaduti senza risposte – l’Umbria ha scelto di procedere comunque, per evitare ulteriori paralisi. “Nel vuoto normativo attuale il nostro territorio è bersaglio di progetti eolici e fotovoltaici sovradimensionati, mentre i progetti virtuosi delle imprese e delle comunità restano bloccati”, ha denunciato De Luca.
La legge promuove un mix energetico diversificato, comprendente idroelettrico da pompaggio, accumulo gravitazionale e idrogeno verde. L’approccio è orientato a impianti di piccole e medie dimensioni su aree già edificate o compromesse: parcheggi, discariche, capannoni e infrastrutture esistenti saranno prioritarie, con autorizzazioni rapide e parere paesaggistico non vincolante.
Grande attenzione è riservata all’agrivoltaico, che sarà consentito solo in presenza di requisiti ambientali stringenti, a tutela della biodiversità, del paesaggio e dell’identità culturale umbra. Inoltre, il provvedimento prevede garanzie finanziarie obbligatorie per la dismissione degli impianti e un sistema di compensazioni territoriali: parte dei ricavi dovrà essere destinata ai comuni interessati o alle comunità energetiche locali.
Il testo sarà ora trasmesso all’Assemblea Legislativa, con l’obiettivo di completare l’iter entro l’estate. La Regione punta così a dotarsi di una legge che consenta una transizione energetica equilibrata, contrastando la “predazione energetica” e mettendo al centro i bisogni del territorio e delle comunità locali.
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