Trota mediterranea e biodiversità, fiume tutela a Sant’Anatolia, Cerreto e Vallo di Nera

Legambiente e Gruppo Unipol insieme per la salvaguardia degli ecosistemi fluviali della Valnerina con il progetto “In azione per il Fiume Nera”

Un patrimonio naturale prezioso, un ecosistema delicato e una specie autoctona a rischio: con questi elementi si è sviluppato in Umbria il progetto “In azione per il Fiume Nera”, promosso da Legambiente e Gruppo Unipol nell’ambito della campagna Bellezza Italia, con l’obiettivo di tutelare e valorizzare la biodiversità fluviale della Valnerina, a partire dalla trota mediterranea (Salmo ghigii).

Durante la conferenza stampa tenutasi nei giorni scorsi a Cerreto di Spoleto, sono stati presentati i risultati di un anno di lavoro intenso, basato su monitoraggi scientifici, coinvolgimento civico e azioni concrete di valorizzazione ambientale. Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente, ha evidenziato il valore del progetto: “Siamo riusciti a misurare lo stato di salute degli ecosistemi e individuare le misure di riduzione delle pressioni della pesca sportiva e di altre attività che insistono su questi corsi d’acqua. Un progetto sfidante e condiviso che ha coinvolto le comunità locali”.

Monitoraggio e citizen science: il cuore del progetto

Tra luglio e agosto 2024, circa 268 nidi di trota mediterranea sono stati mappati lungo i fiumi Nera e Corno grazie alla partecipazione attiva di cittadini e volontari. L’attività di citizen science, coordinata da Legambiente con il supporto scientifico dell’Università di Perugia, ha riguardato otto stazioni tra Cerreto di Spoleto, Vallo di Nera e Sant’Anatolia di Narco. Le aree con maggiore ossigenazione, presenza di ghiaia e altitudine più bassa si sono dimostrate le più favorevoli alla riproduzione.

Oltre alla trota, è stata censita l’intera fauna bentonica. I dati mostrano un significativo miglioramento rispetto al 2020: la comunità di macroinvertebrati è quasi raddoppiata, con una preponderanza di insetti (sei ordini e 25 famiglie), in particolare i Tricotteri, seguiti da Crostacei, Gasteropodi, Anellidi e Platelminti. “Abbiamo potuto osservare una maggiore articolazione della biodiversità acquatica, un dato che incoraggia ma che non deve far abbassare la guardia”, ha sottolineato Brigida Stanziola, direttrice Legambiente Umbria.

Stato delle acque e punti critici

I monitoraggi chimico-fisici hanno rilevato variazioni importanti rispetto ai dati 2020: l’aumento della temperatura media dell’acqua e del pH, la diminuzione della conducibilità e dell’ossigeno disciolto (un parametro chiave per la sopravvivenza della trota) evidenziano una pressione crescente sugli ecosistemi fluviali. Le stazioni più critiche sono state rilevate nel fiume Corno, da Nortosce fino a Triponzo, e nel Nera a monte di Borgo Cerreto.

Informazione e sensibilizzazione

Uno degli obiettivi principali del progetto è stato anche educare e sensibilizzare le comunità locali, turisti e pescatori. Sono stati installati quattro totem informativi lungo il Fiume Nera, posizionati nei punti di maggiore fruizione turistica, illustrando le caratteristiche degli ecosistemi e il valore della trota mediterranea.

“L’attenzione per la salvaguardia della biodiversità è sempre più centrale nei progetti di Bellezza Italia – ha spiegato Marisa Parmigiani, responsabile sustainability del Gruppo Unipol – perché non è più possibile temporeggiare di fronte a una crisi sistemica. Abbiamo assunto la responsabilità anche come investitori, adottando una politica per ridurre l’impatto delle attività produttive”.

Una storia che viene da lontano

La conservazione della trota mediterranea in Valnerina non è un progetto nato ieri. Fin dal 1993 è stato avviato “Nera no kill”, un’iniziativa per limitare la pressione della pesca sportiva attraverso Zone a Regolamento Specifico (ZRS) dove è consentita solo pesca no kill. Dopo una gestione attiva dal 1996 al 2014, Legambiente Umbria ha ripreso la guida del progetto nel 2019, in convenzione con la Regione.

Stanziola ha ricordato: “Il nostro lavoro è meticoloso: dalla località Belforte al confine con le Marche fino al torrente Serra, ci occupiamo di vigilanza, controllo e monitoraggio, segnalando scarichi abusivi e abbandono di rifiuti”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli correlati

Eolico
L’associazione spinge per una maggiore diffusione delle energie rinnovabili, tra cui l’eolico, per raggiungere gli...
Caldaia
La Regione avvia una vasta campagna di verifiche sugli impianti termici domestici: quasi il 30%...
Dal 2010 al 2025 temperature in forte aumento in Umbria: +1,7 gradi a Perugia e...

Altre notizie